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Coronavirus, indagine Istat: meno di metà adesioni al termine del primo campionamento

Alessandro Antonini
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di Alessandro Antonini Il primo round dell'indagine Istat sulla sieroprevalenza si ferma sotto la metà delle adesioni. Per tutto il campione anticipato di 816 prelievi (su 5.275), sono mancati 69 soggetti campionati a monte, tra deceduti, irreperibili e cambi di residenza. Sono 757 le telefonate andate a buon fine in quattro giorni e mezzo. Dei contattati hanno accettato di svolgere il test 346 e sono andati a farlo effettivamente in 342. Il dato finale del primo round si ferma al 45,2%. Già iniziate le telefonate per il secondo giro. Che va da mercoledì 3 giugno fino al 12 dello stesso mese. È previsto un prelievo di sangue per scoprire se i soggetti sono stati infettati da sars Cov 2 e quindi se possiedono una risposta anticorpale. In Umbria sono 5.275 i soggetti campione, individuati secondo sei fasce di età (da 0 a +70 anni), con variabili che comprendono le diverse condizioni lavorative e di salute. La Cri è impegnata nel call center con 14 operatori che telefonano ai soggetti individuati da Istat. Poi si muove con i quattro ambulatori mobili nei singoli comuni, predisposti con infermieri della Cri. L'elaborazione dei prelievi avviene al laboratorio centrale del Santa Maria della Misericordia. C'è la collaborazione di tutti i medici di medicina generale che hanno comunicato le informazioni di base ai loro assistiti. A livello nazionale l'indagine coinvolge 150.000 soggetti, è volontaria e gratuita. L'indagine sulla sieroprevalenza è finalizzata a verificare l'impatto del virus sulla popolazione. Una volta conclusa, Istat, Ministero della Salute e Istituto Spallazani di Roma saranno in grado di definire la reale estensione dell'infezione nella popolazione non solo Umbra ma su tutto il territorio nazionale. Fino ad oggi la sorveglianza epidemiologica in Umbria e in Italia si è concentrata su pazienti sintomatici o nelle fasce di rischio. Con questo progetto invece l'obiettivo è stratificare la popolazione e determinare l'estensione dell'iniezione della popolazione generale.