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Denunciati 18 furbetti del Reddito di cittadinanza, anche la moglie di un boss della 'ndrangheta in carcere

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Mauro Barzagna
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I carabinieri di Reggio Calabria hanno denunciato altre 18 persone coinvolte nell'indagine avviata per verificare l'effettivo diritto a percepire il reddito di cittadinanza. Fra i denunciati anche la moglie di un boss della 'ndrangheta, che non aveva segnalato l'assenza dal nucleo familiare del marito da sei anni perché in carcere per scontare una condanna definitiva. Nei guai anche un pregiudicato che aveva indicato come residenza un rudere abbandonato, cittadini rumeni che hanno dichiarato il falso per ciò che riguarda gli anni di residenza in Italia e persone che, pur percependo il Reddito di cittadinanza, svolgevano lavori in nero. Dall'operazione "Dike", così denominata ispirandosi alla dea della giustizia della mitologia greca è emerso un danno erariale complessivo stimato in circa 50 mila euro, che i carabinieri hanno segnalato all'autorità giudiziaria di Palmi, diretta dal procuratore capo Ottavio Sferlazza, e ai competenti uffici dell'Inps, che hanno immediatamente interrotto l'elargizione del sussidio.