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Coronavirus, Gastronomia umbra: "Scelta obbligata per proseguire l'attività"

Alessandro Antonini
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Licenziamenti alla Gastronomia umbra, la srl smentisce “la rappresentazione data dal sindacato di una ‘esternalizzazione per incremento di profitti'”. La realtà è quella invece di un'azienda storica del comprensorio, nella quale i titolari “hanno messo in gioco tutti i loro beni personali e che così ha garantito per anni occupazione e lavoro”. Un'azienda oggi costretta a far fronte ad una grave crisi economica sia congiunturale, sia strutturale “del tessuto economico italiano” e “volendo continuare a garantire l”attività produttiva, l'efficienza e la qualità che l'ha contraddistinta”, la scelta obbligata “per la prosecuzione dell”attività non in deficit è stata quella di un appalto di servizi”. La società puntualizza che si tratta di una scelta peraltro “legittima, in quanto prevista dalla normativa in vigore”; sul fronte economico “doverosa, in quanto consente la prosecuzione dell'attività aziendale”. Per quanto riguarda le ricadute sociali, la decisione viene definita “responsabile, in quanto consente la prosecuzione dell'impresa con ogni conseguente ricaduta occupazionale altrimenti pregiudicata ed evita l'ulteriore desertificazione della zona industriale di Taveme di Corciano”. Non mancano altre puntualizzazioni sulla nota del sindacato. E' “fuorviante” l'affermazione di essere venuti a conoscenza dei licenziamenti “solo su carta”: il licenziamento “deve per legge essere comunicato per iscritto”, spiega l'azienda per cui è anche “errata” l'affermazione secondo cui sarebbe un licenziamento collettivo e quindi illegittimo in assenza di previe consultazioni sindacali, “in quanto nella nostra fattispecie per le dimensioni aziendali non si rientra nella normativa sui licenziamenti collettivi”. Respinta al mittente anche l'accusa di “licenziamenti illegittimi perché in violazione del regime di sospensione”, in quanto “l'azienda ha comunicato la necessità di interrompere i rapporti di lavoro rinviando l'efficacia dei provvedimenti al termine del regime di sospensione stesso”. La decisione aziendale non è altro che il frutto “della volontà di proseguire l”attività produttiva e di continuare a fornire alla propria clientela elevati standard di efficienza e qualità”, scrive l'azienda.