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Coronavirus, riconversione degli ospedali umbri: ognuno va da solo

Lo striscione dei tifosi (foto Belfiore)

Alessandro Antonini
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Prosegue la riconversione della rete ospedaliera nella fase 2. In attesa di un documento regionale di riprogrammazione, ognuno va per sé. Ultimo in ordine di tempo l'ospedale di Terni. L'area medica del quinto piano che era stata dedicata al Covid è stata liberata e tutti i pazienti, sospetti e positivi, sono stati trasferiti nel reparto di malattie infettive che si trova in una palazzina esterna. La rianimazione attualmente ha 21 posti letto di cui cinque per pazienti critici positivi e altri sei da utilizzare per i casi critici sospetti, con percorsi separati. Una volta completati i trasferimenti riprenderanno interventi operatori e visite ambulatoriali, fino ad oggi sospesi. Nell'ala sud ci sarà l'oncoematologia, che avrà un accesso diretto anche dall'esterno. E ancora, ci sarà un'unica area di degenza: epatogastroenterologia e nefrologia situati a piano terra saranno spostati al quarto piano, nell'ex struttura di lungodegenza post-acuzie in attesa che vengano realizzati i lavori per portare i posti di degenza di nefrologia nella palazzina esterna dove viene svolta anche l'attività di dialisi. L'ospedale di Perugia per riprendere l'attività al 40% ha smistato i primi interventi alle cliniche private. Lami e Villa Fiorita si occupano dell'ortopedia. La Liotti ha otorinolaringoiatria e chirurgia generale. A Porta Sole assegnati breast unit (oncologia), dermatologia, ginecologia e urologia. All'ospedale di Foligno sono appena ripartiti gli interventi chirurgici programmati a 30 e 60 giorni ma solo per il 40% delle liste d'attesa pre Covid. Durante l'emergenza gli interventi a 30 giorni erano stati smistati all'ospedale di Spoleto. Le urgenze . fa sapere il direttore sanitario, Luca Sapori, sono state sempre garantite. In fase di ripartenza graduale anche i servizi ambulatoriali a 30 giorni. Prelievi del sangue e altre prestazioni di routine sono state effettuate dai servizi territoriali. Resta per ora un reparto di 16 letti destinato a Covid. Incognita a Pantalla: resta Covid ma dal 25 riaprono dialisi e diagnostica. Resta misto anche Città di Castello.