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Massimo Galli sulle riaperture: "Contagiati dieci volte più di quelli ufficiali e ora potranno uscire di casa"

Federico Sciurpa
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Massimo Galli, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, ha detto a Repubblica a proposito della riapertura di oggi, lunedì 18 maggio 2020, che "il tentativo va fatto, la gente non ne può più di stare in casa, molte attività economiche rischiano di morire, e muore anche chi ci lavora. Se l'apertura avviene è perché non ci sono alternative, ma dobbiamo viverla con il massimo senso di responsabilità nei nostri comportamenti". Il rischio di una seconda ondata dell'epidemia non è una cosa che dico io, ma è un'ipotesi che spaventa l'Organizzazione mondiale della sanità. C'è stata in altri Paesi che hanno aperto, anche se non ha portato situazioni drammatiche. Ora l'abbiamo deciso anche noi, per motivi di assoluta necessità. Siamo di fronte a un esperimento di riapertura che si fonda principalmente su mascherine e distanziamento", ha aggiunto. "Ci deve preoccupare il fatto che molte persone si siano chiuse in casa, l′8 marzo, con l'infezione. E l'hanno trasmessa in famiglia", ha detto al Messaggero. "Sappiamo che i positivi sono dieci volte tanto quelli trovati. Ora tutti usciranno di casa, senza avere una diagnosi definita e precisa. E questo potrebbe far aumentare il numero dei contagiati. Se ogni giorno vediamo molti casi in Lombardia è perché finalmente molte persone stanno ottenendo un tampone, non sono nuove infezioni, ma la coda di quello che non si è visto".