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Riaperture, Tesei aspetta il ritardatario Conte

Alessandro Antonini
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Ancora niente ordinanze per le riaperture del 18 maggio. La presidente Donatella Tesei non ha firmato gli atti. Mercoledì 13 maggio doveva essere il giorno decisivo, come confermato dalla governatrice e assicurato dal suo entourage, ma le linee guida Inail e del Comitato tecnico scientifico promesse del governo non sono arrivate in tempi utili. Quelle per i parrucchieri sono state rese note in serata. La presidente si è presa altre 24 ore. Sono arrivati martedì i protocolli per ristorazione e balneazione, ma Tesei ha deciso di attendere. Sono tre settimane che Palazzo Donini preme per riaprire. Si restringono i giorni a disposizione degli operatori del settore per adeguarsi alle norme. Nel nostro caso soprattutto per i ristoratori, che puntano a riprendere l'attività lunedì: serve tempo per adeguarsi ai requisiti sanitari anti Covid indicati dall'Istituto nazionale delle assicurazioni per gli infortuni sul lavoro, peraltro non condivisi dalle associazioni di categoria. Umbre e italiane. Tanti titolari, ancora ieri, lamentavano di non avere idea delle norme e di come fare per rispettarle. I Comuni sono stati subissati dalle telefonate per sapere se c'erano indicazioni. Le bozze delle ordinanze sono pronte però Tesei punta ora a firmare un atto omnicomprensivo, il cui articolato è in via di definizione. La giunta aspetta: da un lato attende il Dpcm a cui fare riferimento e dall'altro le linee guida Inail mancanti da inserire. Non solo le linee guida ma anche il decreto: è l'atto che dà la possibilità di allargare il novero delle aperture in base all'autonomia regionale. Per l'Umbria restando in linea con il cronoprogramma che è stato già avvallato dal comitato scientifico e inviato al governo due settimane fa, allegati i disciplinari redatti in Umbria e condivisi con le categorie. Ma per la legge valgono quelli nazionali. L'Umbria dal 18 conta di riaprire non solo commercio al dettaglio, previsto per tutte le regioni, ma anche parrucchieri, barbieri - per cui era prevista la riapertura già l'11 maggio ma è arrivato lo stop del governo - bar e ristoranti. Tesei punta a inserire nelle riaperture dal 18 anche centri estetici e centri massaggi, che nel calendario umbro erano fissate dal 25 maggio. La possibilità di aperture differenziate per regione, che da lunedì potranno ricalibrare le date in base agli indicatori di contagio, ha indotto Tesei a elaborare anche a un piano di aperture per il settore dello sport. Restano fissate al primo giugno le riattivazioni delle strutture ricettive extralberghiere (gli alberghi, pur essendo vuoti al 90%, hanno sempre avuto i codici ateco per restare aperti), anche perché restano congelati ancora gli spostamenti tra regioni. Il commercio ambulante non alimentare - che è già stato autorizzato - è l'ultimo a ripartire, sempre in base all'agenda made in Umbria. Entro giovedì l'Umbria consegna il nuovo piano al governo. Intanto parrucchieri, baristi e ristoratori aspettano.