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Decreto rilancio, cassa integrazione in deroga tolta alle Regioni: la gestirà l'Inps e pagherà subito il 40%

Nicola Uras
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Nel Decreto rilancio la Cassa integrazione in deroga sarà autorizzata dall'Inps e non più dalle Regioni. Non solo: l'Inps anticiperà subito il 40%. Anticipo che vale anche per gli altri due ammortizzatori sociali finanziati dal decreto Cura Italia (5 miliardi) e rifinanziati dal decreto Rilancio (15 miliardi): la Cassa integrazione ordinaria e l'assegno ordinario erogato dal Fis, il Fondo di integrazione salariale. Le nuove regole però si applicano solo di qui in avanti: dall'entrata in vigore del decreto per la Cig in deroga e dal trentesimo giorno dell'entrata in vigore del decreto (cioè da metà giugno) per le altre Cig.  La fruizione di nove ulteriori settimane di cassa integrazione in deroga, in più rispetto alle nove del primo decreto di marzo, è poi spezzata: le prime 5 settimane sono utilizzabili solo da quei datori di lavoro ai quali sono state già riconosciute le prime 9 (non dovranno rifare la domanda). Le restanti 4 settimane da attivare tra il primo settembre e il 31 ottobre 2020. Leggi anche: le misure del decreto rilancio.