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Calciatore uccide il figlio di 5 anni malato di Coronavirus. Poi confessa: "Non l'ho mai amato"

Federico Sciurpa
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Ha soffocato il figlio con cuscino. Il piccolo aveva 5 anni ed era malato di Coronavirus. Il calciatore Cevher Toktaş, 32 anni, ha confessato, come riposta il Sun, autodenunciato alla polizia lo scorso 4 maggio. L'omicidio del bimbo, Karim, è avvenuto undici giorni prima. Tutto sconvolgente, a partire dalla giustificazione del calciatore: “Non lo amavo”. Il quotidiano Hurriyet che attribuisce il gesto a un esaurimento nervoso: i due si trovavano nell'ospedale pediatrico di Bursa, in Turchia. Dopo averlo soffocato, Toktaş ha chiamato i dottori, dicendo che il figlio aveva avuto una crisi respiratoria. Per approfondire leggi anche: Uccide la figlia L'uomo ha poi raccontato alla polizia che poi lo ha arrestato, di aver tenuto il cuscino premuto per un quarto d'ora: “Il 4 maggio, mentre ero a casa con mia moglie, ho ripensato all'accaduto e mi sono sentito turbato. Sono uscito dicendole ‘ho del lavoro da fare' e sono andato alla polizia. Non ho mai amato mio figlio minore da quando è nato, e ho detto la verità. La morte di mio figlio non è frutto di negligenza medica, lo ho ucciso io. Io non ho problemi mentali, o nessun problema in assoluto. Non ho nessun problema con mia moglie e con l'altro figlio”.