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Coronavirus, Tesei: "Pronta a firmare le ordinanze delle riaperture in Umbria"

Alessandro Antonini
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Donatella Tesei assicura: da lunedì in Umbria riaprono negozi, parrucchieri, ristoranti, bar e centri estetici. Mercoledì 13 maggio è attesa la firma delle ordinanze. “Gli atti sono pronti. Le linee guida nazionali arriveranno in tempo. Ho avuto assicurazioni dal ministro”, garantisce la presidente della Regione, dopo un estenuante ping pong col governo sui protocolli di sicurezza. Ma i “disciplinari” umbri erano già nel piano, quindi Palazzo Donini è pronto. “Noi il 18 partiamo con tutto quello che avevamo già previsto per l'11 maggio”, ribadisce la governatrice, “commercio al dettaglio, parrucchieri e barbieri. Ci aggiungiamo bar, attività di ristorazione, centri estetici, centri massaggi e altri servizi alla persona. Stiamo lavorando anche all'ordinanza per riaprire le attività sportive. Dal 1 giugno le attività turistiche”, spiega. Martedì sono arrivate le linee guida Inail e Cts per ristoranti e attività di balneazione. “Attendiamo quelle di parrucchieri e servizi alla persona, ma, ripeto, devono arrivare a ore”. Il premier Conte lunedì ha dato l'ok a riaperture differenziate per regione. “Era quello che abbiamo chiesto, come Umbria, sin dall'inizio”, sottolinea Tesei. La conferenza Stato-Regioni di lunedì si è incentrata sull'annuncio della riapertura del commercio al dettaglio. Ma il governo l'aveva già calendarizzato da settimane. “Noi lo avevamo previsto dall'11 maggio”, ribatte Tesei, “però ci era stato detto di no perché mancavano le linee guida Inail. Avevamo portato ad esempio attività già avviate, dicendo che i protocolli dovevano essere i medesimi. All'esito dei vari interventi è venuto fuori che queste linee guida nazionali sono uguali quelle delle attività già aperte”. Linee guida che l'Umbria – puntualizza Tesei - aveva già studiato e redatto per conto suo, “condividendole con le associazioni di categoria e le parti sociali”. Ma allora perché la governatrice non ha anticipato alcune riaperture, come hanno fatto altre regioni, nonostante l'Umbria sia da settimane la “migliore” nel contenimento dell'infezione? La risposta è da avvocato penalista. “Le ordinanze in difformità al Dpcm”, sostiene Tesei, “sono state impugnate oppure sono state oggetto di controlli e sanzioni da parte dei prefetti. Multe che rischiano gli esercenti stessi”. In settimana la nuova rimodulazione del piano umbro di riaperture sarà inviata all'esecutivo Conte “per la condivisione”. Per la presidente “non dobbiamo abbassare la guardia su prevenzione e sorveglianza sanitaria”. Se gli indicatori tornano a crescere, il rischio di tornare in lockdown è concreto. Le previsioni per l'Umbria, ad oggi, sono di “basso rischio”, come certifica l'Iss. Ma l'Rt è cresciuto. Con il riavvio di tutte le attività le persone che torneranno al lavoro, in fase 2, raggiungeranno il 70% di tutti gli occupati. Servono nuove azioni di screening. Dal 18 maggio le parole d'ordine sono due: riaprire e monitorare.