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Coronavirus, ultimatum al Governo. Le Regioni di centrodestra minacciano l'ordinanza congiunta

Alessandro Antonini
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Ultimatum delle Regioni di centrodestra al Governo sulla fase 2. O mercoledì ci sono linee guida Inail e si può riaprire tutto (commercio, parrucchieri, ristoranti, bar, centri estetici) o scatta l'ordinanza congiunta. Contro il Dpcm. I governatori di Umbria, Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Veneto e il presidente della provincia autonoma di Trento hanno scritto al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini “sollecitandolo a convocare urgentemente per domani(oggi, ndr) un incontro con il governo al fine di avere assoluta certezza che le linee guida Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì della prossima settimana e che dal 18 maggio ogni territorio, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia, possa consentire la ripartenza delle attività economiche. Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà le scriventi Regioni ad agire autonomamente”, è scritto nella nota firmata dagli undici presidenti. In giornata hanno condiviso la richiesta anche il governatore della Basilicata, Vito Bardi, e quello della Sicilia, Nello Musumeci. Poco dopo il ministro agli affari regionali, Francesco Boccia, lo stesso che sabato ha negato la riapertura di oggi, ha fatto sapere che dal 18 “ci sarà una nuova fase che porterà a una differenziazione territoriale”. Boccia ha anche detto di “comprendere le esigenze delle Regioni”. La presidente dell'Umbria, Donatella Tesei, aderendo alla possibilità di ordinanze autonome, cambia linea e per la prima volta minaccia iniziative in contrasto con la linea dell'esecutivo. Anche se la riapertura, fa sapere Palazzo Donini, resta vincolata all'adozione di specifici protocolli di sicurezza. Norme che il cuore verde ha già stilato in autonomia e presentato alla Conferenza Stato-Regioni. L'Umbria aveva chiesto di riaprire commercio e e parrucchieri l'11 maggio, oggi, e dal 18 bar e ristoranti. Le linee guida elaborate dalla Regione Umbria prevedono “mascherine chirurgiche e guanti per tutti i lavoratori di qualsiasi azienda (salvo necessità superiori), test sierologici per pre-screening di riapertura e poi di conferma a 15 giorni,misurazione della temperatura con termoscanner in ingresso ed uscita dal lavoro, impostazione di una nuova metodica lavoro e di adeguato piano sanitario (sanificazione preventiva e quotidiana, distanziamenti necessari, gestione degli spazi comuni) e accordo sindacale da realizzarsi con le organizzazioni confederali e di categoria sull'intero pacchetto di misure di riapertura”.