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Coronavirus, Brusaferro: "Modalità di trasmissione non cambiano, test sierologici non danno patente immunità"

Mauro Barzagna
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La fase 2 dell'emergenza Coronavirus è in atto da quasi una settimana, ma l'attenzione sui rischi di diffusione del contagio deve essere la stessa di prima. Anzi. E' questo il senso delle dichiarazioni di Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss (Istituto superiore di sanità) in audizione in Commissione Affari sociali della Camera dei deputati. "Il virus - ha detto Brusaferro - si diffonde nella stessa maniera in cui si diffondeva all'inizio. Le modalità di trasmissione sono sempre le stesse e uguali in tutti i Paesi, prevalentemente per droplet o per contatto, in alcuni casi per via aerea. Ogni caso positivo che un caso positivo ne può generare due o tre alla volta". Brusaferro si è anche concentrato su un altro dei temi di maggior interesse di queste settimane, vale a dire le misure per monitorare la presenza di persone contagiate dal Covid 19. "A oggi, sul piano diagnostico - ha sostenuto il presidente dell'Iss - i tamponi sono l'unico strumento per individuare l'Rna virale. Di test sierologici ce ne sono oltre 100 sul mercato, ma questa è un'infezione nuova su cui stiamo acquisendo conoscenze". Per questo "non sono stati raccomandati dal ministero, perché non danno patenti di immunità e non possono rappresentare un indicatore se non del fatto che c'e' stato un contatto con l'infezione".