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Bonus, congedi, licenziamenti, ammortizzatori sociali: cosa cambia con decreto in arrivo a maggio

Il premier Giuseppe Conte

Nicola Uras
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Congedi straordinari, bonus colf, stop licenziamenti, reddito di emergenza: si profilano alcune novità con il decreto maggio. Tra queste lo stop al ritardo nel pagamento degli ammortizzatori sociali. Secondo una bozza del Dl maggio, per favorire la celere disponibilità di reddito dei soggetti interessati, il datore di lavoro che non anticipa il trattamento può fare richiesta di pagamento diretto della prestazione trasmettendo la domanda entro la fine del mese di inizio del periodo di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. Le amministrazioni competenti autorizzano la domanda entro il giorno 20 del mese successivo a quello del periodo di integrazione richiesto e il datore lavoro lo comunica all'Inps che dispone il pagamento entro la fine dello stesso mese. Viene estesa al 30 settembre la possibilità per il genitore lavoratore di usufruire di un congedo straordinario per la cura dei figli rimasti a casa a causa delle chiusura delle scuole per l'emergenza Covid 19. Viene esteso di ulteriori tre mesi lo stop ai licenziamenti introdotto con il Dl marzo per due mesi (scadeva il 24 maggio), prevede la bozza, portando il totale a cinque mesi complessivi. Reddito di emergenza a sostegno delle famiglie con Isee inferiore a 15mila euro e patrimonio mobiliare sotto i 10mila, aumentato fino ad un massimo di 20mila tenendo conto degli altri componenti del nucleo. Il sussidio è riconosciuto per tre mesi a partire da 400 euro al mese per un massimo di 800 euro mensili. Arriva anche il bonus per le collaboratrici domestiche: sarà pari a 400 euro in presenza di contratti di lavoro di durata inferiore a 20 ore settimanali, sale a 600 se in base al contratto svolgono più di 20 ore di lavoro nell'arco della settimana. Leggi anche: Bonus mobilità sino a 500 euro.