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Coronavirus, per gli autisti misure di sicurezza insufficienti nei bus: lettera al prefetto

Alessandro Antonini
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Ritengono insufficienti le misure di sicurezza sul trasporto pubblico locale: gli autisti scrivono alla Regione e al prefetto. Soprattutto: non sono previsti i controllori anti Covid nei bus. E il numero di passeggeri massimo resta lo stesso (12 e 14 a seconda della lunghezza dei bus). Per questo i sindacati registrano “la mancanza di misure atte alla salvaguardia dell'incolumità del conducente, da possibili ripercussioni che potrebbero insorgere da parte degli utenti, nel caso di fermo dell'autobus, previsti nelle linee guida, ovvero in caso di negazione di incarrozzamento per sovraffollamento”, scrivono le quattro sigle sindacali, Filt Cgil, Fit Cis, Uiltrasporti e Faisa Cisal. ”In questa ripartenza chiediamo che possano essere utilizzate risorse aziendali come i verificatori congiuntamente al personale della polizia locale, polizia di Stato o della Protezione civile, o il tempo necessario a non creare ripercussioni all'ordine pubblico e disservizi importanti ai cittadini di questa Regione. Si ritiene che la figura del conducente, sia esposta in maniera evidente da possibili rischi di reazioni scomposte, già avvenute in altre circostanze, da parte di utenti poco raccomandabili oltre a non dare garanzia di un servizio funzionale al massimo, senza interruzioni”. Pertanto i rappresentanti dei lavoratori chiedono “urgentemente che vengano riviste le disposizioni con l'aggiunta di ulteriore personale rispetto al già previsto come equipaggio, ma anche da terra, possa essere di ausilio nelle fasi maggiormente critiche dello svolgimento del servizio al conducente, mettendo quest'ultimo al riparo da rischi di aggressioni. Inoltre sollecitiamo un protocollo d'intesa d'intervento da parte delle forze dell'ordine, allo scopo di un pronto intervento in tempi ragionevoli a tutela dei lavoratori e dei cittadini” Le segreterie regionali sottolineano che “in assenza dei provvedimenti richiesti,” si riservano “ di intraprende tutte le iniziative poste a salvaguardia dell'interesse dei lavoratori”.“Quello che chiediamo è un raddoppio della presenza negli autobus: oltre all'autista serve un controllore fisso che vigili sul rispetto delle norme. In questi giorni a Fontivegge e Piazza Partigiani sono aumentati i controllori. Ma non basta. Se sale qualcuno senza mascherina l'autista è costretto a  bloccare l'autobus e a chiamare la centrale aziendale o le forze dell'ordine. Potrebbero esserci problemi di incolumità fisica per gli operatori, come è già accaduto fuori dal l'Umbria. Almeno per la prima settimana serve un raddoppio del personale, utilizzando chi è in ferie forzate. Le risorse del fondo nazionale sono state trasferite alle regioni per intero, anche nel periodo di servizio ridotto. Ma i soldi alle aziende non sono stati girati. Niente per 2020 e non è stato neanche finito di pagare il 2019. Lo diremo martedì in riunione con la Regione": così i rappresentanti della Rsu Busitalia. L'aria condizionata è un altro problema per gli autobus nuovi che non hanno finestrini: c'è il ricircolo dell'aria, pericoloso in caso di assenza di mascherine. I sindacati chiedono anche mascherine Ffp2 per autisti, un presidio necessario per tutti i lavoratori al pubblico.