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Coronavirus, su parchi, figli e cimiteri pronte linee guida e ordinanze dei sindaci umbri

Alessandro Antonini
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Passeggiate nei parchi, gestione dei figli per chi lavora, visite ai cimiteri. Il nuovo decreto anti Covid indica i paletti da non superare,per il resto ricade tutto sui sindaci. Quelli umbri lavorano a linee guida comuni e ordinanze in serie. Bussando a governo e prefetture laddove non ci sono ancora indicazioni: vedi la mancanza di strutture per i minori. Francesco De Rebotti, presidente Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Umbria e sindaco di Narni, sta già lavorando a un'ordinanza sui parchi “che invierò a tutti gli altri 91 sindaci umbri per condividerne i contenuti”. Si parte da ciò che è permesso: corsa e passeggiata, è caduto il limite della prossimità all'abitazione. “Ma i parchi non vengono riaperti per tutte le attività. Innanzitutto sono vietati gli assembramenti e serve una regolamentazione dettagliata in questo senso. Le attività ludiche o ricreative sono negate. Niente pic nic o chiacchierate sulle panchine. Si può attraversare ma non sostare solo per attività motoria, a un metro di distanza l'uno dall'altro, e sportiva, a due metri. Non sono utilizzabili le aree giochi per bambini. Sono gli indirizzi del dpcm che devono essere condensati nelle ordinanze”. Già, i bambini. Possono fare anche loro attività motoria con un accompagnatore. Ma non fermarsi a giocare fra di loro. Il problema è a chi lasciarli quando i genitori tornano a lavoro. “E' una delle priorità che Anci ha posto al governo e sappiamo che sta per uscire una normativa ad hoc. Per genitori che non sanno a chi lasciare figli tornando al lavoro, che non possono fare smart working e hanno finito le ferie, resta la possibilità di affidarli ai familiari più stretti. E' permesso già ora. Ho fatto io richieste di chiarimenti specifiche alle prefetture umbre. Ma è evidente che nella fase 2 servono servizi alternativi organizzati da comuni e operatori del terzo settore: aggregazioni in sicurezza – con distanziamenti assicurati e dispositivi di protezione individuale garantiti – dove fare attività a scopo ludico-pedagogico”. Anci Umbria ci sta lavorando. Non solo: ha già stilato le linee guida per riaprire i cimiteri, nonostante non sia previsto nel decreto. “C'è una domanda sociale importante”, spiega De Rebotti, “va data fiducia ai Comuni. Ci sono modelli che vanno sperimentati. Come abbiamo fatto a Narni, venerdì, con la riapertura dei mercati alimentari”. A cui ha fatto seguito anche il Comune di Perugia. “In base alle nostre linee guida che distribuiremo a tutti i Comuni, nei cimiteri è previsto l'uso di mascherine e guanti” dice De Rebotti. “Si potrebbe limitare accesso secondo giorni, orari e anche ordine alfabetico degli utenti. Ma siamo fermi al una circolare del Ministero della salute dell'8 aprile che indica un rischio assembramento nei cimiteri. Noi li avevamo chiusi molto prima. Ora che siamo in grado di riaprirli in sicurezza non possiamo. Serve una nuova circolare o un'ordinanza della Regione”.