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Coronavirus, il ministro Boccia: "Si può pensare a riaperture diverse regione per regione"

Federico Sciurpa
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In base ai dati dei monitoraggi delle prossime due settimane "si può pensare ad aperture diverse regione per regione". Così, secondo quanto si apprende, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia in videoconferenza con i presidenti delle Regioni. Tutto, ha spiegato il ministro per gli Affari regionali, dipenderà dal numero dei contagi e dalla tenuta della sanità territoriale. "Se l'R0 rimane sotto l'uno si potrà procedere, altrimenti no", il ragionamento fatto. Importanti sarà poi la presenza sul territorio dei Covid Hospital e delle strutture per la quatantena dei positivi fuori dal proprio domicilio.  "Diamoci un metodo, puntiamo alla massima collaborazione. Se i vostri uffici si raccordano con i nostri potremo avere ordinanze coerenti con il Dpcm", ha detto il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia in videoconferenza con i presidenti delle Regioni. Nel caso contrario, avrebbe spiegato il ministro per gli Affari regionali, il Governo manderà una lettera indicando le parti non coerenti con il Dpcm invitando i presidenti di Regione chiamati in causa a togliere le parti incriminate, "per lo più quelle legate a maggiori allentamenti", viene spiegato. Se questo non dovesse avvenire, Boccia invierà una lettera di diffida. Come ultima ipotesi, è il ragionamento, il Governo valuterà l'impugnativa. Il ministro per gli Affari regionali avrebbe consultato una serie di giuristi sulla questione e avrebbe avuto parere positivo all'eventuale impugnativa. Il Governo, però, non avrebbe "alcuna intenzione di arrivare a tanto - è la linea - una cosa del genere non sarebbe capita e non sarebbe corretta, in questa fase così delicata, a livello di rapporti tra le istituzioni".