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Coronavirus in Umbria, l'emergenza fa crollare i reati. Le farmacie restano però nel mirino dei criminali

Polizia

Catia Turrioni
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Coronavirus in Umbria, crolla il numero dei reati. La Direzione centrale della polizia criminale, dipartimento pubblica sicurezza, ha elaborato un report sull'andamento dei reati in piena emergenza Covid prendendo in esame il periodo 1-22 marzo. Dall'analisi emerge un quadro omogeneo in tutta Italia dove si registrano 52.596 delitti a fronte dei 146.762 dello stesso periodo dell'anno precedente, in percentuale si segna un -64.2%. In Umbria la percentuale si attesta a - 62% con 713 reati. Diminuiscono sensibilmente i crimini legati allo sfruttamento della prostituzione, le rapine e i furti in abitazione anche per la presenza costante di persone dovute alle restrizioni anti-Covid. Due, però, i furti ai danni di farmacie che invece lo scorso anno, nello stesso periodo, non si erano verificati. L'attività di spaccio resta praticamente la stessa, cambiano invece le modalità con cui i pusher si organizzano.