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Coronavirus, gli autisti: "Rischio contagio nei bus, servono misure urgenti"

Alessandro Antonini
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Aumentano i passeggeri nei mezzi pubblici, cresce il rischio contagio da Coronavirus. E' l'allarme che arriva dagli autisti dei bus. In Umbria non c'è ancora l'obbligo in tutti Comuni di utilizzare mascherine e guanti. Inoltre le misure di distanziamento, senza un aumento graduale delle corse, verranno automaticamente infrante a fronte di un incremento della domanda. Dopo le segnalazioni del Corriere dell'Umbria sull'incremento di passeggeri in cinque linee del comune di Perugia - dove Busitalia ha affiancato autobus aggiuntivi da inviare all'uopo per evitare la violazione dell'enorme di distanziamento nei mezzi - è arrivata la denuncia pubblica dei sindacati dei trasporti, che rappresentano gli oltre mille addetti del settore. “I nel territorio umbro è aumentato vistosamente il movimento dei cittadini, in particolare che fanno uso del tpl con casi di sovraffollamento a bordo, addirittura da cittadini privi di mascherine, rispetto al numero di passeggeri per autobus consentito dalle misure previste nelle normative poste a garanzia di sicurezza, rispettivamente un massimo di 6, 10 e 12 passeggeri, in ragione della grandezza del autobus” scrivono Marco Bizzarri, Gianluca Giorgi, Stefano Cecchetti e Paolo Bonino, segretari rispettivamente di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal in una lettera inviata a Regione e Anci. I rappresentanti degli autisti denunciano che “resta assai difficoltoso per il conducente monitorare e impedirne il superamento di tale numero di passeggeri a bordo, perfino pericoloso per la propria incolumità e non solo da contagio Covid-19. Per questo, si rende urgente e prioritario implementare le corse necessarie”. L'azienda di trasporto “si dichiara impossibilitata ad intervenire, se non tenendo a disposizione alcuni conducenti ed autobus, da inviare nel momento del bisogno, non ottemperando alle esigenze ottimali della clientela. Soluzione tampone che risulta insufficiente per una risposta all'utenza in un tempo relativamente breve, ma soprattutto dal punto di vista quantitativo circa il fabbisogno, in particolare concentrato soprattutto nelle ore di punta. Non si esclude la richiesta di un provvedimento, viste le difficoltà, che obblighi i cittadini all'uso di mascherine per il transito nel mezzo pubblico, che poniamo all'attenzione anche di Anci affinché se ne faccia carico nei confronti di tutti i Comuni umbri”. La Regione ha replicato che attende le linee nazionali. In Umbria i Comuni vanno in ordine sparso. Terni, Narni, Gualdo Tadino e altri Comuni hanno introdotto l'obbligo di mascherine o mezzi per coprire il volto. Non a Perugia. Monitorando le stazioni di piazza Italia, di Fontivegge e del Santa Maria della Misericordia nella fascia del mattino, abbiamo riscontrato decine di passeggeri senza mascherine. “E' un fenomeno che vediamo tutti i giorni”, spiega Danilo Sciurpa, autista e membro Rsu di Busitalia, “e si tratta di soggetti per lo più stranieri che non sono monitorati negli spostamenti. Un rischio contagio serio, che interessa non solo noi autisti ma tutti i passeggeri che entrano nei pullman. Servono misure di protezione obbligatorie come in tutti gli altri luoghi pubblici al chiuso”.