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Coronavirus in Umbria, il procuratore Cardella: più alto rischio mafie e usura in economia così fragile

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Catia Turrioni
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Coronavirus, anche in Umbria il rischio infiltrazioni criminalità e usura adesso è più concreto.  Lo dice il procuratore generale della Repubblica di Perugia, Fausto Cardella. In piena emergenza Covid, l'attenzione è puntata sui pericoli che corre l'economia legale del territorio, fragile mai come adesso. “In Umbria anche in passato abbiamo rilevato tentativi di infiltrazioni ma ora la situazione è diversa perché le difficoltà coinvolgono una platea molto più estesa di persone, penso a ristoratori, baristi, artigiani, titolari di piccole e grandi imprese che stanno subendo molti ritardi nella riapertura. Ma non solo. In questo momento - osserva il procuratore Cardella - sono a rischio usura tutti coloro che non vivono di stipendio fisso, tutti coloro che si trovano con gli oneri di uno studio professionale o di una attività che di contro non garantisce alcun introito giornaliero. Sono le nuove categorie che devono essere tutelate”. Il lavoro della magistratura è attento e continuo. Ma non basta. Serve lavoro di squadra. E il procuratore Cardella fa appello alla massima coesione per stroncare sul nascere eventuali fenomeni di illegalità. Fondamentale, in questo contesto, il ruolo di sindacati e associazioni di categoria che per il loro contatto diretto e costante con gli iscritti possono riuscire prima di altri a captare situazioni di pericolo e a segnalarle.