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Coronavirus, studio della Regione Umbria: "Test sierologico non è valido sostituto del tampone molecolare"

Alessandro Antonini
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L'assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, e il direttore regionale Sanità, Claudio Dario, hanno fatto il punto sui dati settimanali dell'emergenza Covid: dal 10 al 17 aprile la variazione delle persone attualmente positive è di -303, da 1091 positivi del 10 aprile siamo passati ai 788 attuali, i ricoveri da 185 sono diventati 142 ricoveri (-43), con 31 posti letto occupati in terapia intensiva (da 39 a 31). I decessi sono aumentati di 5 (da 52 a 57) con un indice di letalità attuale del 4,26% (il 10 aprile era 3,99), mentre sono 333 i guariti (da 159 a 492) e 3183 sono usciti dall'isolamento domiciliare. Per quanto riguarda le strutture residenziali, su 70 strutture con 2548 ospiti sono stati effettuati 738 tamponi sugli ospiti (28,96%) e 13 sono risultati positivi. Su 2327 operatori sono stati effettuati 898 tamponi e 19 sono risultati positivi. In parallelo è stato effettuato il monitoraggio su quattro carceri umbri per un totale di 1451 ospiti: 175 tamponi e solo uno - un detenuto arrivato da Bologna - è risultato positivo. Dalla prossima settimana test nelle comunità per disabili, soggetti con disagi psichici, residenze protette per minori. Le unità di continuità assistenziali sono entrate 12 su 17. I pazienti gestiti sono 360. Test sierologici e molecolari sono stati impiegati in 1.180 casi. Relativamente agli anticorpi della classe IgG, “né la specificità (78%) né la sensibilità (72%) del test sierologico rispetto al molecolare consentono di considerarlo come un valido test sostitutivo”. La predizione positiva per individuare i positivi è del 24%. Il potere predittivo rilevante del test è la predizione negativa: se il test immunologico rapido è negativo per IgG, nel 97% dei casi anche il tampone contestuale è negativo (valore predittivo negativo 97%).