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Coronavirus, morto Luis Sepulveda. Tutto sullo scrittore cileno: l'attivismo, i libri e i film. Chi era

Nicola Uras
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Luis Sepúlveda è morto a Oviedo, dove era ricoverato, a causa del Coronavirus contratto a fine febbraio dopo essere stato a un festival letterario in Portogallo (clicca qui). Scrittore, giornalista, sceneggiatore e regista, era nato in Cile a Ovalle il 4 ottobre 1949 in una camera d'albergo mentre i suoi genitori erano in fuga per motivi politici. Naturalizzato francese, era sposato con la poetessa Carmen Yanez. Sepúlveda ha lasciato il Cile al termine di un'intensa stagione di attività politica e due periodi in carcere in cui fu anche torturato oltre che passare sette mesi in una cella minuscola (fu poi scarcerato grazie ad Amnesty International) durante il regime del generale Augusto Pinochet. Dopo aver girato il mondo (Brasile, Paraguay, Ecuador, Nicaragua e infine Europa in Germania e Francia), si è stabilito in Spagna, nelle Asturie, ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore", apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993. Da lì è stato un crescendo passando per "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" (1996) diventata poi celebre film d'animazione nel 1998 (incassò oltre 12 miliardi di lire e vinse il Nastro d'Argento) che lo ha consacrato anche come scrittore per tutte le età. Per anni è stato un attivista nell'organizzazione ecologista Greenpeace e nei primi anni Ottanta ha lavorato anche nell'equipaggio su una delle navi dell'associazione. Autore best seller, Sepúlveda si descriveva così: "Sono lo scrittore di tutti coloro che giorno dopo giorno vengono ignorati".