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Coronavirus, l'imprenditore Jacopo Morelli: "Non si può chiedere di far debiti, paghi stato i costi crisi"

Federico Sciurpa
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C'è tutta l'esasperazione degli imprenditori nella presa di posizione di Jacopo Morelli sulla condizione delle aziende in questa lunga e drammatica emergenza del Coronavirus. "Non si può chiedere di far debiti per colpe non tue. Non è morale, non è accettabile, non è nell'interesse del futuro dell'intera nazione". L'imprenditore, past President dei Giovani Imprenditori di Confindustria, spiega che "i bilanci pubblici, lo Stato, assorbano debiti che i privati hanno dovuto contrarre per questa situazione". Per approfondire leggi anche: Conte annuncia il lockdown fino al 3 maggio Morelli è molto diretto sulla questione: "Oltre il danno la beffa. E' la situazione in cui si trovano gli italiani che non sono garantiti. Lavoratori autonomi, partite iva, imprenditori. Persone lasciate sole nell'emergenza ed in più prese in giro da una comunicazione di provvedimenti che, nella realtà, sono molto diversi da quanto viene annunciato. A molti lavoratori autonomi non è arrivato niente, neanche i famosi 600 euro promessi". E "alle imprese - ha spiegato Jacopo Morelli all'Ansa - l'unico motore economico del Paese e senza la cui fiscalità non si potrebbero pagare gran parte di sanità, sicurezza, istruzione, stipendi della P.a. è stato prospettato solo di indebitarsi".