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Coronavirus, denunciato imprenditore: commerciava 30 mila mascherine irregolari per 100 mila di euro

Alessandro Antonini
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Centomila euro di giro d'affari, una frode in commercio per 30 mila pezzi. Il Nas dell'Umbria denuncia un furbetto delle mascherine. Imprenditore della provincia di Perugia è finito sotto accusa per aver fatto produrre e commercializzato mascherine monouso ffp2 come "dispositivi di protezione individuale" non avendone le caratteristiche. In alcuni casi senza aver ancora presentato certificazioni. Tre euro l'una, questo il prezzo previsto nei vari punti vendita. Il titolare della ditta - non di settore - ha puntato il business sfruttando l'emergenza Coronavirus. In particolare l'articolo 15 del decreto numero 18, del 17 marzo, per cui basta un'autocertificazione per produttori e importatori di mascherine chirurgiche (dispositivi medici) e "dpi" per avviare la distribuzione in fase di emergenza. Peccato che queste non erano tali.  Proprio sulla tipologia per cui è stato commercializzato il prodotto hanno avuto da ridire i carabinieri del Nucleo anti sofisticazione diretti dal comandante Giuseppe Schienalunga. Da qui la denuncia in base all'articolo 515 del codice penale (reclusione fino a tre anni e multa non inferiore a 103 euro) e un'informativa inviata alla Procura di Perugia. Sono assidui i controlli sul fronte prevenzione per mascherine, guanti e igienizzanti.