Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coronavirus in Umbria, mancano tremila braccianti per semine e raccolti. Confagricoltura lancia l'allarme

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

Una carenza di 3mila braccianti è la stima di Confagricoltura Umbria per i prossimi tre mesi. Da aprile e maggio dal trapianto del tabacco alle colture ortive le urgenze sono tante e il quadro si fa più cupo pensando a giugno e luglio, periodo di raccolta. L'allarme umbro si aggiunge a un quadro nazionale che lamenta complessivamente la carenza di 200 mila persone. “Tre i motivi di fondo: il blocco per Coronavirus delle attività ha spinto molti lavoratori stranieri a tornare nei loro Paesi; registriamo assenze per malattia e infine non sappiamo ancora come organizzarci”, spiega il presidente Fabio Rossi. La necessità di manodopera è sicuramente l'aspetto più urgente del comparto. Presidente Rossi, quali sono le colture più a rischio per carenza di manodopera? “Si rischia un rallentamento nel trapianto del tabacco, ma anche nella piantagione di pomodori, peperoni, zucchine, pomodori, sedano, melone sono molte le colture ortive su cui intervenire in questo periodo tra trapianto appunto e raccolta. Totalmente fermo, poi, è il settore della selvicoltura, il taglio del bosco intendo. Ma se l'emergenza sanitaria dovesse protrarsi nei prossimi mesi il problema potrebbe riguardare i raccolti di grano, mais, girasole, e poi più avanti vite e olivo, ma anche gli allevamenti”. Come pensate di far fronte alle attuali necessità? “La proposta di Confagricoltura, per l'emergenza in atto, è la reintroduzione, in via temporanea, dei voucher per i lavoratori del settore. Servizio completo sul Corriere dell'Umbria di domenica 5 aprile