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Coronavirus, il sindaco "sceriffo" di Messina vìola la quarantena e per portare le uova ai genitori: è bufera

Roberto Minelli
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Ancora una giornata convulsa per lo scatenato sindaco di Messina, Cateno De Luca. Dopo il battibecco con il ministro dell'Interno, Lamorgese, e l'accusa di vilipendio che pende nei confronti del primo cittadino, per De Luca - da molti ribattezzato "Scateno" - è arrivato un altro grattacapo. Il sindaco della città peloritana infatti ha postato su Facebook due uova e quattro lattughe appena raccolte, raccontando appunto di esserle andate a prenderle a Fiumedinisi (a 30 chilometri da Messina) per portarle ai genitori che abitano nel centro di poco più di mille anime. Da qui si è scatenata la rivolta dei cittadini, indispettiti dopo che per settimane De Luca si è comportato da "sceriffo", invitando anche in maniera pittoresca tutti gli abitanti a rimanere rinchiusi a casa per l'emergenza Coronavirus. "Dove c***o vai, torna a casa", "Vi becco uno a uno", "Non si esce di casa, né passiù né babbiu (né passeggiate né voglia di scherzare"), sono stati i suoi cavalli di battaglia. E così stavolta la scappatella non è andata giù a molti messinesi: "Allora anche io esco e vado da mia madre. Da un sindaco che ci ordina di restare a casa e che non vede l'ora di far sorvolare droni sulle nostre teste al grido 'Dove c***o vai, torna a casa', ci aspetteremmo che sia il primo a dare il buon esempio". Questo il tono usato sui social, e poi ancora, una madre molto arrabbiata: "Non vedo mio figlio da un mese, sono vedova, sola. Chiusa in casa. Voglio l'acqua della mia sorgiva. Voglio mio figlio. A casa a stari (a casa devi stare) De Luca, sei soggetto allo Stato italiano, come tutti. Finiscila di fare teatro". Insomma, critiche piuttosto pesanti, alle quali però il sindaco messinese ha risposto nel suo stile: "Informo chi parla e scrive senza sapere che io sono residente e domiciliato a Fiumedinisi, dove sono nato e cresciuto, dal luglio del 2018 e qui dormo con la mia famiglia - ha replicato -. I miei genitori sono contadini, vivono in campagna e a me e ai miei fratelli ci riforniscono di prodotti freschi e così evito di comprarli al supermercato e comunque mi sposto da Messina a Fiumedinisi e viceversa per motivi di lavoro. Spero che ora sia tutto chiaro e che qualche cretino la smetta di strumentalizzare i miei post". Insomma, la quarantena non è stata violata e il sindaco De Luca va dritto per la sua strada.