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Coronavirus, il sindaco di Gualdo Tadino: "Bonus spesa, troppi ritardi"

Il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti

Mauro Barzagna
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“E' a dir poco paradossale quello che sta succedendo: le risorse per aiutare chi non ha i soldi per fare la spesa ci sono, ma non possono essere assegnate a causa dei tempi lunghi della burocrazia”: l'analisi, a due giorni dall'annuncio del decreto sul Coronavirus da 4,3 miliardi da parte del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, è di Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino. Se non verranno cambiate le disposizioni, si stima che saranno necessari almeno dieci giorni prima che gli aiuti previsti dal Governo arrivino nelle mani di chi ha realmente bisogno. “Il fatto – spiega Presciutti – è che, secondo quanto previsto dalla bozza di disciplinare, i Comuni dovranno acquisire le richieste da parte delle famiglie interessate, vagliarle, stilare una graduatoria e procedere all'assegnazione. Considerando che le domande vanno presentate entro questa settimana e che servirà comunque del tempo per esaminare la documentazione, ecco che i tempi si allungano”. Non solo, ma c'è da tener presente anche la più che probabile difficoltà delle persone interessate nel produrre la documentazione richiesta; gli anziani, per esempio, saranno i più penalizzati dal doversi rapportare con le amministrazioni comunali attraverso internet. A meno che la necessità di presentare la documentazione per ricevere i buoni spesa al proprio Comune non venga considerato motivo valido per uscire di casa e spostarsi. Sono questi gli argomenti all'ordine del giorno di una videoconferenza in programma martedì 31 marzo 2020, alla quale prenderanno parte i vertici dell'Anci regionale, l'Associazione dei Comuni, e i responsabili delle zone sociali in cui è suddivisa la nostra regione. “Ci si confronterà sulle modalità di applicazione del disciplinare che assegna i fondi - anticipa Presciutti - ma più che altro si tratterà di capire come fare affinché questi aiuti arrivino prima possibile a chi ne ha bisogno. La sensazione, però, è che ci troviamo ancora una volta a subire le conseguenze di una burocrazia nemica; né più né meno di ciò che stanno vivendo sulla propria pelle i colleghi e le popolazioni delle zone colpite dal terremoto del 2016. Soldi stanziati impossibili da spendere”. L'amarezza del sindaco è quella di vivere questa emergenza con le mani legate. L'esempio che porta il primo cittadino di Gualdo Tadino aiuta a capire dov'è che la filiera degli aiuti va in corto circuito. “Un Comune come il nostro - dice Presciutti - attraverso il proprio Centro operativo ha sotto controllo tutta la situazione e grazie alle associazioni di volontariato sarebbe già in grado di consegnare i generi di necessità alle famiglie che ne hanno bisogno. E' evidente che la lista delle persone in difficoltà potrebbe essere allargata in base alle domande, ma intanto potremmo iniziare a muoverci. Del resto, i soldi annunciati da Conte possiamo tranquillamente anticiparli. E così non staremmo con le mani in mano a dover aspettare che i burocrati definiscano le linee di intervento”. Il Comune di Gualdo Tadino ha poco meno di 104 mila euro a disposizione, ma non può spenderli. Questa è l'amara realtà. “La cifra non è irrilevante - commenta Presciutti - ma resta da stabilire quando i nostri concittadini potranno disporne”. Mauro Barzagna [email protected]