Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coronavirus negli Usa, in dieci Stati si sceglie chi salvare. Niente respiratori per i disabili

Nicola Uras
  • a
  • a
  • a

I tempi di crisi ci chiedono chi siamo come paese. Mentre gli ospedali di tutto il  mondo si preparano alla carenza di ventilatori e alle scarse risorse mediche (alcuni ci stanno già combattendo), molte persone con disabilità sono preoccupate per la risposta a questa domanda scrive il New York Times. A iniziare da quelli che abitano negli Stati Uniti d'America. Perché mentre gli Usa stanno cercando di affrontare il Coronavirus (il bilancio, clicca qui), i vari Stati forniscono ai medici dei criteri guida da utilizzare per prendere le decisioni più complicate e difficili: scegliere chi attaccare a un respiratore e chi no. E gli approcci, nei 50 Stati americani, sono diversi come racconta in un'inchiesta di Mike Baker e poi un approfondimento di Ari Ne'eman sul quotidiano di New York (la critica all'Italia, clicca qui).  Lo spiega più approfonditamente L'Avvenire: sui 36 Stati che hanno ufficializzato i loro protocolli, alcuni sono discriminanti nei confronti dei disabili. Sono circa una decina. L'Alabama sostiene che "i disabili psichici sono candidati improbabili per il supporto alla respirazione". Il Tennessee elenca le persone con atrofia muscolare spinale, che hanno bisogno di assistenza con le attività della vita quotidiana, tra gli esclusi dalle cure critiche tra cui la terapia intensiva. Il Michigan darà la precedenza ai lavoratori dei servizi essenziali. Le linee guida di allocazione recentemente emesse dal Medical Center dell'Università di Washington sostengono che "la ponderazione della sopravvivenza dei giovani pazienti altrimenti sani è più pesante di quella dei pazienti più anziani, cronicamente debilitati". Come nello Stato di New York, ma anche Utah, Colorado e Oregon. Gli Stati in tutto gli Usa stanno guardando ai loro piani di standard di cura della crisi, documenti che spiegano come cambiano le cure mediche a causa della mancanza di una catastrofe senza precedenti. Sono tutti diversi ma molti hanno una prerogativa in comune: quando non ci sono abbastanza cure salvavita, quelli che hanno bisogno di più di altri potrebbero essere nei guai. Le associazioni di difesa dei disabili hanno fatto causa allo Stato di Washington per impedire l'entrata in vigore  dei criteri per l'accesso alle cure salvavita per il Coronavirus. E altre associazioni si sono appellate al governo federale per imporre a tutti gli Stati il principio che i disabili hanno diritto allo stesso trattamento degli altri.