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Coronavirus, la tesi del virologo Roberto Burioni: "Così il virus può diventare più buono"

Federico Sciurpa
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Roberto Burioni è il virologo noto anche per le sue teorie e appelli, spesso disattesi, in questo drammatico momento nel quale il mondo si difende dal Covid-19. Secondo l'espero, il nuovo coronavirus "può diventare più buono". Lo dice in un video pubblicato sul suo 'Medical Facts'. "Parliamo di un secondo possibile colpo di fortuna, oltre a quello che il caldo potrebbe far trasmettere meno il virus. Potrebbe accadere come no, ma pensiamoci perché può darci la forza per sopportare i gravi sacrifici di questi giorni", afferma Burioni. Per approfondire leggi anche: Coronavirus, l'allarme di Burioni l'8 gennaio E dunque, "il virus può diventare più buono? Sì, tipicamente i virus tendono a diventare più buoni. La cosa non è scontata", afferma il virologo che fa un esempio pratico. "Immaginiamo - argomenta - che attraverso le mutazioni venga fuori una variante del virus che faccia venire la febbre a 37,2 e non a 39-39,5. Le cose cambiano. Con 37,2 di febbre non stiamo tanto male, andiamo al concerto, a cena, alla partita". Ecco che cosa potrebbe avvenire: "Il virus che provoca 39 o 40 febbre si trasmetterà molto di meno e quindi velocemente nella popolazione prevarrà la variante più buona perché, mentre gli altri stanno a casa, quelli infettati dalla variante che non fa venire la febbre alta, vanno in giro e trasmettono il virus".