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Coronavirus, gli Alpini in prima linea. Sebastiano Favero, presidente Ana: "Esponiamo tutti il Tricolore"

alessandra Borghi
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Anche i volontari dell'Associazione Nazionale Alpini (Ana) sono in prima linea per l'emergenza Coronavirus. Un impegno che dura da più di un mese e che coinvolge gli uomini della Protezione civile, della Sanità Alpina e dei singoli Gruppi alpini, sia in accordo con le Regioni e i Comuni dove l'Ana ha specifiche convenzioni, sia su richiesta dei sindaci. "Fin dall'inizio siamo stati presenti con la Sanità Alpina per il controllo negli aeroporti, con la Protezione Civile per il montaggio di tende a supporto delle strutture ospedaliere e con i volontari delle Sezioni e Gruppi per integrare la vigilanza e consegnare alla popolazione il necessario a domicilio nelle prime zone rosse", spiega il presidente nazionale dell'Ana, Sebastiano Favero. "La nostra opera continua soprattutto nelle Regioni più colpite, come in Veneto con i nostri volontari di protezione civile per rendere agibili in pochi giorni cinque ospedali dismessi da anni", prosegue Favero. Il presidente rivolge un ringraziamento "a tutti i volontari perché, come sempre è accaduto in passato, nei momenti di necessità ed emergenza gli alpini rispondono 'presente'. Dall'ultimo dei nostri iscritti al vertice associativo assicuriamo la totale disponibilità e il massimo impegno, con la speranza che gli italiani e i giovani in particolare comprendano che siamo, dalle Alpi alla Sicilia, un'unica patria che ha nome Italia". Oggi, 17 marzo, "giorno dell'Unità Nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera", il presidente Sebastiano Favero rivolge un invito agli italiani: "Esponiamo tutti il Tricolore. Uniti ce la faremo anche questa volta". Leggi anche: Coronavirus, l'Italia riparte dai 2.158 morti. Ecco la situazione regione per regione