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Coronavirus, nuovo assalto ai treni in partenza per il Sud e rischio di diffusione del contagio

Mauro Barzagna
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Dopo quello della settimana precedente, per la psicosi Coronavirus venerdì 13 marzo alla stazione ferroviaria di Milano centrale è andato in scena un nuovo assalto ai treni - seppur in forma ridotta - in partenza verso il Sud. La sospensione dei voli aerei ha finito con il far affluire sui pochi convogli disponibili viaggiatori disposti a tutto pur di lasciare il Nord, senza tenere conto dei rischi a cui si va incontro. Come ha testimoniato più di un esperto, c'è il serio pericolo che persone in uscita da zone ad alta concentrazione di contagiati possano diventare potenziali "trasportatori" del virus. Lo stesso Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, non più tardi di venerdì 13 marzo ha ricordato che l'incubazione media è tra 4 e 7 giorni. "Abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in locali per mega aperitivi, luoghi dove il virus potrebbe essersi diffuso. Per quanto ci auguriamo di essere smentiti dai fatti, non è da escludere che quelle persone fra pochi giorni mostrino una sintomatologia”. Tornando ai treni affollati in partenza da Milano - in particolare il Milano-Siracusa-Palermo delle 20,10 e il Milano-Lecce delle 20,50 - gli addetti ai viaggiatori manifestano una preoccupazione più che motivata: all'interno delle carrozze e dei vagoni letto è praticamente impossibile rispettare le disposizioni previste per evitare la diffusione del contagio.