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Coronavirus, Umbria, Cgil, Cisl e Uil: "Violati i diritti dei lavoratori della sanità", i sindacati denunciano

Marina Rosati
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Le segreterie regionali dell'Umbria di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl lamentano gravi violazioni delle disposizioni normative poste a tutela della salute dei lavoratori e chiedono alle Aziende sanitarie e ospedaliere dell'Umbria “di adempiere immediatamente e senza ulteriore ritardo alle disposizioni che regolano l'emergenza Covid-19 ma, soprattutto, alle disposizioni del Codice civile e del Decreto legislativo numero 81 del 2008 in materia di tutela della salute oltre a dare chiare disposizioni affinché in questa fase difficile per tutti e, soprattutto, per chi è costantemente in prima linea in mezzo alla gente, vengano forniti tutti i presidi necessari”. Nella lettera, inviata con posta elettronica certificata chiedono inoltre che “nessuno intimi agli operatori di non utilizzare i necessari presidi mettendo a rischio la salute propria e dei pazienti e venga rispettata da tutti la dignità dei lavoratori che si trovano in prima linea”. “Non solo i lavoratori sono costretti ancora – scrivono Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl – nonostante sia trascorso più di un mese dall'inizio dell'emergenza sanitaria, a lavorare senza un'organizzazione efficiente ed efficace e senza adeguati dispositivi di protezione individuale ma, addirittura, ormai, i rappresentanti sindacali si sentono intimiditi da apicali delle aziende per avere segnalato prima a voce, poi per iscritto ed infine, stante l'assoluto inaccettabile silenzio delle aziende, agli organi competenti le situazioni di rischio alle quali sono sottoposti i lavoratori. Viene segnalato, inoltre, che in alcuni casi i superiori intimerebbero al personale sanitario di non indossare le mascherine perché ‘spaventerebbero le persone' e ‘farebbero agitare i pazienti'. Viene addirittura segnalato che all'ospedale di Spoleto tale intimazione verrebbe fatta in modo aggressivo e ad alta voce agli infermieri impegnati nel Reparto di Oncoematologia e del Pronto Soccorso, ossia in reparti ad alto rischio, dove le mascherine tutelerebbero soprattutto i pazienti. Tutto questo è inaccettabile”. Leggi anche: Coronavirus, Trump dichiara emergenza in Usa e stanzia 50 miliardi