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Coronavirus, Galli (Sacco): "Togliere il 70% dei contatti con gli infetti, tre mesi forse per venirne fuori"

Federico Sciurpa
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Massimo Galli, primario di Infettivologia dell'ospedale Sacco di Milano, ha parlato in collegamento con Sky Tg24. "Si è intrapresa l'unica strada possibile. Stanno girando sui telefonini le frasi 'ai nostri nonni venne chiesto di andare in guerra, a noi solo di stare sul divano', questa cosa è vera. Sui trasporti pubblici bisogna capire, ciò che è essenziale e non può essere tolto, vedrei un accesso possibile ai trasporti pubblici solo in condizioni di vera necessità", ha detto l'esperto. "Se viene chiesto quanto durerà, la proiezione dice che se non riusciamo a seguire una percentuale altamente maggioritaria dei contatti infetti, diciamo almeno il 70%, e non riusciamo a metterli in debito isolamento non bastano 3 mesi per vedere un barlume", aggiunge Galli. "Abbiamo due fronti su cui combattere: il fronte degli ospedali che se ancora presi d'assalto dai pazienti rischiano di andare al collasso ancora di più di quanto non lo siano già; e abbiamo il fronte del territorio, le misure di distanziamento, che fanno sì che le persone non vengano a stretto contatto, sono estremamente importanti. Zaia in Veneto - ha detto Galli - ha fatto a tappeto il test a tutta la popolazione di alcune delle cittadine colpite, e questo test ha evidenziato tanta gente che altrimenti non si sarebbe potuta rintracciare. Lo stesso non ha fatto la Regione Lombardia nella zona rossa per motivi diversi e dovuti anche a indicazioni da Roma".