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Coronavirus, alla Perugina-Nestlè il Decreto con le misure di prevenzione diventa una Bibbia

Catia Turrioni
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Il marchio storico dei prodotti dolciari in Italia, la Perugina-Nestlé, affronta l'emergenza Coronavirus a testa alta. Immediatamente esecutive tutte le disposizioni contenute nel Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Misure igieniche intensificate ovunque, semmai ve ne fosse stato bisogno. All'interno dello stabilimento di Perugia, infatti, le misure igieniche erano già molto severe. Gli addetti alla produzione devono indossare divise che garantiscano igiene al 100% e tutti i locali sono da sempre sottoposti a scrupolissimi controlli a garanzia della sicurezza. Per i 600 lavoratori dello stabilimento, dunque, non si tratta di grandi stravolgimenti. Le trasferte sono ridotte a poche persone mentre le riunioni vengono tenute, ove necessario, in videoconferenza. Dall'ufficio stampa, evidenziano che nonostante le criticità legate al periodo non si sono registrati problemi particolari. Proprio negli ultimi giorni, Nestlé ha firmato l'European Plastics Pact, il patto che aiuterà l'azienda a raggiungere l'obiettivo del 100% di imballaggi riciclabili o riutilizzabili e a ridurre di un terzo l'utilizzo di plastica vergine entro il 2025. L'European Plastics Pact, lanciato da Francia e Paesi Bassi, ha un unico obiettivo: accelerare la transizione verso un'economia circolare della plastica. Questo porrà fine alla dipendenza dalla plastica vergine - prodotta da combustibile fossile non rinnovabile. Si tratta di una sfida che assume un valore ancora più grande considerando il particolare periodo.