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Coronavirus, lo sport rischia di chiudere un mese. Ipotesi stop tutte le manifestazioni. Intanto Juve-Milan

Federico Sciurpa
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Sport e Coronavirus. Juventus-Milan di mercoledì 4 marzo non si giocherà. Ma è lo sport che rischia di fermarsi per un mese.  La sfida in programma all'Allianz Arena, ritorno della semifinale di Coppa Italia, è stata rinviata a data da destinarsi, preludio ad una serie di iniziative da parte del Comitato tecnico-scientifico del governo che rischiano di stravolgere e bloccare lo sport per almeno un mese. Le linee guida tracciate dal Comitato tecnico scientifico voluto dal governo Conte, propone di "evitare per 30 giorni manifestazioni che comportino affollamento ed il non rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro". Ed è dunque proprio in merito alle disposizioni del governo che il match Juve-Milan non potrà essere recuperato se non a porte chiuse. E non sarà certamente il solo. Non si giocherà la partita di Torino e probabilmente si potrebbe giocare solo ed esclusivamente a porte chiuse anche per il prossimo mese, in luoghi e stadi lontani dai punti 'caldi' dell'emergenza. L'ultima proposta è un suggerimento arrivato dall'alto che infatti può cambiare modi e usanze. Le proposte del Comitato tecnico scientifico voluto dal premier Giuseppe Conte, potrebbero infatti integrare il decreto del primo marzo e che sarebbero da adottare in tutto il Paese. Facile dunque ipotizzare sviluppi e scenari clamorosi. Mai visti e vissuti dal mondo del calcio e dello sport nella sua totalità. Il tutto nell'anno degli Europei di calcio