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Coronavirus, l'infettivologo Faella: "Magari fosse come il colera, sarebbe più facile"

Jacopo Barbarito
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Il Coronavirus è più difficile da fermare del colera. Parola dell'infettivologo Francesco Saverio Faella, che ha vissuto in prima linea l'epidemia di colera a Napoli, tra l'agosto e il settembre del 1973, e oggi sta seguendo da osservatore l'epidemia del virus cinese. "Magari il Covid-19 fosse come il colera, sarebbe più facile da fermare", spiega all'Adnkronos Salute. Il 24 agosto 1973 a Torre del Greco, vicino Napoli, furono registrati i primi due casi di colera, due persone con gastroenterite acuta. "Anche allora ci fu grande paura ma posso dire che dal punto di vista scientifico fu poca cosa. La sua diffusione per via oro-fecale si può bloccare con una corretta igiene e poi nel 1973 ci fu una poderosa profilassi. Il coronavirus è molto differente". "Deve farci riflettere anche l'infodemia che ci sta sommergendo. Con una massa di dati e di informazioni che spesso non riusciamo a filtrare in tempo reale", ha concluso. Leggi anche: L'infettivologo Andreoni: "Probabilmente arriverà anche a Roma, ma niente panico"