Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

A rapporto da Cucinelli

Leonardo Caponi

Leonardo Caponi
  • a
  • a
  • a

Dunque l'Umbria ha adesso (sarà anch'esso effetto della riforma istituzionale?) un nuovo livello politico amministrativo, superiore a tutti gli altri, Regione compresa. Più che una democrazia evoca una monarchia assoluta recando il nome del re del cachemire, Brunello Cucinelli il quale, dicono le cronache dei media, ha "convocato" a Solomeo, al teatro che porta il suo nome, i sindaci, le assemblee elettive, varie autorità del Trasimeno e il Presidente della Giunta regionale per esporre loro un programma cinquantennale, o forse il doppio, di…tutela?,…rilancio?...no, forse la definizione più appropriata è manutenzione straordinaria di quella area geografica che da Città della Pieve a Corciano, ruota attorno al bacino idrico. C'è stata anche una foto ricordo, con tutti i partecipanti allineati sul palco, come si usa fare ai vertici dei capi di stato, nei quali in genere le posizioni centrali sono riservate alle personalità più importanti o rappresentanti degli stati più importanti. In questo caso al centro perfetto dello schieramento c'era lui Cucinelli, patron e alfiere della manifestazione, mentre la Presidente della Regione era a due o tre posizioni di lato; ma sarà stata una cosa del tutto casuale. L'imprenditore, riferiscono ancora la cronache, ha introdotto la discussione con una relazione di una cinquantina di minuti, sviluppata in piena coerenza con la tesi, meglio ancora la filosofia "bucolica" che gli è cara e costituisce l'asse del suo modo di pensare. Nel mondo contemporaneo sarebbe in corso un grande rivolgimento positivo. Della crisi non si deve parlare. Le chiavi del futuro non sono le cose materiali, ma l'armonia e la bellezza. Ergo, questa la conseguenza sul suo programma cinquantennale o di un secolo, il Trasimeno, luogo della semplicità e del silenzio, a queste caratteristiche deve mantenersi o tornare, con una prevalenza e preferenza delle piccole cose sui grandi progetti. Quali siano queste piccole cose, Cucinelli le ha elencate in maniera puntigliosa, in una sorta di decalogo a scopo presumibilmente esemplificativo, le raccomanda agli amministratori presenti e si dichiara disposto, in proposito, a dare una mano. Primo, tenere in uno stato decoroso i bagni pubblici: secondo autorizzare la costruzione solo di fabbriche con le finestre; tre, demolire i cosiddetti "bandoni" o capannoni sgraziati; quarto rimuovere i trattori abbandonati che offendono la vista delle campagne; cinque impedire la localizzazione di impianti commerciali con colori orribili, come è stato per l'arancione più volte da Cucinelli criticato dell'Obi di Ellera e come potrebbe essere il blu scuro di una possibile Ikea. Ognuno dovrebbe cominciare dall'interno della propria abitazione ad abbellire l'ambiente che lo circonda, in una ammirevole ricerca della leggiadria privata e successivamente pubblica, come è stato fatto a Solomeo che è diventato lindo e ordinato come un villaggio della Baviera tedesca o del nostro Trentino. Gli amministratori presenti non sono stati nemmeno sfiorati dal dubbio di avere risposto ad una convocazione irrituale in quanto rivolta loro da un soggetto privato. Come si fa a dire di no ad un imprenditore di successo e mecenate del territorio? Tutti hanno aderito in toto alle sue proposizioni. E così non c'è stato nessuno che gli ha ricordato di aggiungere al programma cinquantennale o di un secolo, una più efficacie lotta ai moscerini d'estate.