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Uccise la mamma, assolto perché incapace di intendere e di volere

Federico Bigotti, in cella con l'accusa di aver ucciso la madre

Mauro Barzagna
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Federico Bigotti, il ventiquattrenne che il 28 dicembre uccise a coltellate la mamma, Anna Maria Cenciarini, è stato assolto dall'accusa di omicidio perché ritenuto incapace di intendere e di volere. A pronunciare la sentenza è stato il giudice Valerio D'Andria, che ha disposto l'immediata scarcerazione del giovane. Vista l'assenza di strutture adeguate per ospitarlo, Federico verrà per il momento affidato a un reparto dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, in attesa del successivo trasferimento in una comunità di Umbertide. "Siamo ampiamente soddisfatti - commentano gli avvocati Areni e Buchicchio - per la sentenza di assoluzione emessa nei confronti di Federico Bigotti. Resta lo sgomento, tuttavia, per la situazione che si è venuta a creare a causa della indisponibilità di posti nelle Rems (Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza) in tutto il territorio italiano. Se non vi fosse stato il buon senso di tutti e la fattiva collaborazione del Centro di salute mentale di Città di Castello, Federico avrebbe riacquistato la libertà senza alcun obbligo e senza alcun progetto di cura e riabilitazione. Crediamo che sulla questione debba assolutamente intervenire il governo nazionale per porre rimedio e per evitare che persone dichiarate socialmente pericolose dai periti dei vari tribunali possano essere rimesse in libertà senza alcuna restrizione e senza cure idonee".