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Verini e il centenario di Burri: Castello e l'Umbria devono farne tesoro

La mostra su Burri al Guggenheim

Sabrina Busiri Vici
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"La mostra di Burri al Guggenheim è strepitosa. Le critiche lusinghiere, solo una voce più tiepida, quella del New York Times. Il centenario sta funzionando". Walter Verini, promotore e primo firmatario della legge sul Centenario, dopo New York, dove ha fatto visita all'evento espositivo dedicato all'artista della materia, è anche convinto che si poteva fare più e non bisogna comunque fermarsi qui. "La mia è stata una visita fatta al di fuori dei toni dell'ufficialità, privata" ci tiene a sottolineare il deputato del Pd che fin dalla prima ora si è adoperato per collocare le celebrazioni dell'anniversario in una dimensione nazionale e internazionale e soprattutto ha cercato di farle uscire dalle tranquille acque del Tevere per farle navigare in mare aperto. "I riscontri avuti non rendono orgogliosa solo l'Umbria - sostiene -, ma l'Italia". Applausi senz'altro, ma anche la necessità di fare alcune puntualizzazioni come lo stesso Verini ha fatto nei giorni scorsi dalle colonne de L'Unità dove racconta, tra l'altro, come i cretti, le combustioni, i neri dialoghino perfettamente con le architetture anni Quaranta del museo newyorchese "sembra siano nati insieme" dice. "Ma è fin da ora necessario lavorare per non far finire l'anniversario il prossimo 12 marzo - dice Verini - bisogna proseguire con le idee e non spegnere i riflettori sull'evento". La mostra in corso a New York, così come il restauro del cretto di Gibellina, sono occasioni da non lasciarsi scappare. "La mostra del resto ci permette di avere un pezzo d'Italia nel cuore della Grande Mela, cogliamo la spinta per rilanciare. Perché, dunque, non lavorare per avere una visita del ministro Franceschini e, a sua volta, rilanciare con la presenza del sindaco di NY, De Blasio, e magari arrivare a Hillary Clinton, una cui visita a Burri sarebbe certo apprezzata da tanti italo-americani". E poi, da non dimenticare, il fatto che la legge sul centenario ha portato all'insediamento di un prestigioso e qualificato comitato scientifico; in proposito Verini aggiunge: "Suggerirei di coinvolgerlo proprio per dare continuità alle celebrazioni attraverso idee di queste personalità". Tra le proposte da mettere in campo, il parlamentare di Città di Castello torna anche su un maggior coinvolgimento del mondo universitario, oltre il convegno già programmato per la fine di novembre. "Sarebbe bello, in futuro, fare un grande lavoro di ricerca e raccolta di tesi sull'opera di Burri, fatte in ogni parte del mondo, raccoglierle, catalogarle e invitare a Città di Castello laureati di tutto il Pianeta". E Verini va avanti: "I musei di Burri a Città di Castello in questi mesi hanno senz'altro avuto un aumento di presenze. Non accontentiamoci, molte sono state le scuole coinvolte dalle celebrazioni. Non basta. Bisognerebbe vivificare continuamente il lascito rivoluzionario del maestro ripetendo esperimenti come quello di ospitare, di volta in volta, grandi artisti internazionali affinché creino le loro opere accanto a quelle di Burri e farle dialogare insieme in un progetto dall'eco internazionale". Senza dimenticare che nel piano regolatore del Comune di Città di Castello c'è un progetto complesso, quello di piazza Burri. "Sarebbe bello - rilancia in proposito - se riuscissimo a coinvolgere qualche archistar sensibile e disponibile per amore di Burri e farle venire a Città di Castello e, con loro, allestire un laboratorio di giovani energie tifernati che lavorino, insieme a Tiziano Sarteanesi, sui progetti per la nuova piazza". In attesa che la mostra, ora a New York, arrivi in Germania e poi a Città di Castello, per Verini bisogna già mettersi al lavoro per continuare a tenere accesi i riflettori sul Maestro. Orgoglio dell'arte italiana di un Novecento da ammirare.