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Violentata in un campo poi costretta a salire in auto e l'abuso continua a casa

Sandra Biscarini
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Un venticinquenne di origine rumena è stato denunciato dagli agenti del commissariato di polizia per violenza sessuale, minacce e violenza privata. Avrebbe abusato di una giovane donna lungo il percorso che costeggia il Tevere e dopo averla trascinata a casa, sotto minaccia, avrebbe continuato a usarle violenza. Per un intero pomeriggio, stante il drammatico racconto della vittima, un'altotiberina di poco più di vent'anni, l'uomo l'avrebbe costretta a un rapporto sessuale in un campo adiacente un torrente, nel tratto che attraversa il territorio di San Giustino, continuando poi a usarle violenza anche una volta giunti a casa dell'uomo. Soltanto dopo ore di vessazioni la poveretta, approfittando della momentanea assenza del suo aguzzino intento a farsi la doccia, ha raccolto le proprie forze ed è riuscita a fuggire. Sconvolta, ha impiegato diverse ore prima di raccogliere il coraggio e presentarsi spontaneamente alla polizia. Agli agenti la giovane avrebbe raccontato, non senza difficoltà sia per il comprensibile stato di prostrazione ma anche per un forte disagio psicologico che la costringe ad assumere farmaci, la drammatica esperienza vissuta. Dall'incontro mentre passeggiava, in pieno giorno, nei pressi del Tevere con un ragazzo che parlava pochissimo l'italiano e che dopo averla avvicinata, l'ha strattonata gettandola a terra e ha abusato di lei. Impietrita e terrorizzata, la giovane non è riuscita a sfuggire alla presa dell'uomo che minacciandola, l'ha costretta a salire in auto. Per lei, l'incubo non era ancora finito. Per un tempo interminabile l'uomo avrebbe nuovamente abusato della ragazza, al riparo delle mura domestiche, minacciandola di morte nel caso avesse fatto parola con altri di quanto successo. Solo nel tardo pomeriggio, approfittando del fatto che il venticinquenne era sotto la doccia, la ragazza è riuscita a scappare. Ha impiegato due giorni per confidarsi con i genitori con i quali si è presentata in pronto soccorso per esser visitata. Il giorno dopo la ragazza ha varcato la porta del commissariato. Erano ormai trascorse 48 ore dai fatti e la flagranza non è stata più ravvisabile. Immediate le indagini che hanno portato all'individuazione del cittadino rumeno alla cui identificazione avrebbe contribuito, in maniera determinante, la descrizione fornita dalla vittima.