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Binari poco sicuri sull'ex Fcu, i treni rallentano

Sandra Biscarini
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Limite di velocità anche lungo la ferrovia che solca l'Alta Valle del Tevere. I convogli non possono superare i cinquanta chilometri orari nel tratto che collega Umbertide e la zona industriale nord di Città di Castello.  I treni della ex Ferrovia centrale umbra devono dunque tirare il freno per poter garantire il mantenimento delle condizioni minime di sicurezza. L'effetto diretto è rappresentato dai treni “lumaca” per i pendolari, a loro volta costretti da alcuni giorni a viaggiare accumulando ritardi e attese anche di oltre dieci minuti in prossimità degli scambi. Troppo vecchia e malridotta la linea ferrata per poter far viaggiare le carrozze più velocemente. Troppi i rischi, meglio rallentare. L'ultimo ordine di servizio in vigore sui treni della ex Fcu racconta la storia di un tratto della centrale umbra, quella che collega il capoluogo a Sansepolcro, vecchio e con un grado di manutenzione inferiore a quelle che sarebbero le reali necessità. Binari obsoleti, traverse allentate in più punti, spiegano gli addetti ai lavori, pietrisco carente e tratti specie in prossimità di Niccone, Montecastelli (già teatro un di un deragliamento), San Secondo, Baucca e Città di Castello, poco stabili per poter pigiare sull'acceleratore. Occorre quindi tirare il freno, relegando alla sopportazione dei pendolari, l'ennesima agonia della sua ferrovia.