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L'assurdo di una vertenza: Liomatic licenzia senza crisi

Andrea Niccolini
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La vertenza Liomatic, che ha portato a dare il via ai licenziamenti da parte dell'azienda (151 i posti a rischio, la gran parte dei quali in Umbria, a San Giustino, Perugia e Terni) contiene elementi di assurdità, come evidenzia la Fisascat Cisl. "Dopo aver svolto numerosi incontri sia in sede di trattativa che in sede ministeriale - spiega infatti il sindacato - nel corso delle quali è emerso che l'azienda chiuderà il bilancio in attivo anche per l'anno 2014 ed aver preso atto delle prossime strategie per gli anni a venire, la Fisascat Cisl Umbria ha percepito che dietro alla scelta di procedere ai licenziamenti non ci fosse una effettiva necessità di adeguare l'azienda al mercato, ma forse molto più probabilmente l'interesse a creare le condizioni per rendere il prodotto Liomatic più appetibile, in un mercato (quello del vending) caratterizzato da continue acquisizioni, dismissioni e fusioni". LEGGI Liomatic, dipendenti licenziati a San Giustino, Perugia e Terni "In questi mesi di trattativa - conclude la Fisascat Cisl - abbiamo verificato come l'atteggiamento aziendale fosse più predisposto a monetizzare le disponibilità dei singoli lavoratori a 'fuoriuscire in forma volontaria' che non ad intavolare un percorso di relazioni sindacali basate sul reciproco riconoscimento e finalizzate a mantenere il più possibile i livelli occupazionali; oggi, dopo aver tentato tutte le strade per evitare i licenziamenti dobbiamo prendere atto di aver fallito nel nostro obiettivo, di non essere riusciti a creare quelle condizioni necessarie per un accordo, ma siamo anche convinti che per raggiungere un accordo e' necessario che due volontà perseguano lo stesso obiettivo, cosa che in questa trattativa non abbiamo mai percepito".