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Picchia la moglie e non le fa vedere la figlia per 5 anni

Roberto Minelli
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Ancora un caso di violenze e maltrattamenti familiari denunciati, nei confronti dei quali la polizia di Città di Castello sta svolgendo accertamenti ed attività investigativa. Una quarantenne di origine marocchina, ha denunciato soprusi e violenze da parte del marito. La donna ha raccontato alla responsabile dell'Ufficio denunce del commissariato, una serie di episodi caratterizzati da violenza fisica del tutto gratuita; azioni di sudditanza psicologica messe in atto anche alla presenza dello loro piccola figlia. Picchiata continuamente, privata di ogni mezzo di sostentamento ed umiliata davanti alla figlia, la donna è diventata l'ennesima moglie posta in condizione di schiavitù. Intimorita dalla possibilità che il marito potesse portar via la bambina, la donna - anche per evitare il continuo impietoso spettacolo di violenza alla bambina - ha deciso di portare sua figlia in Marocco dalla nonna materna. Ciò le avrebbe consentito di evitarle ulteriori disagi psicologici, forse non più recuperabili, e nel contempo di poter lavorare per sostenere il ristretto nucleo familiare. Il marito, dopo aver appreso il fatto, all'insaputa della moglie si è recato a questo punto dalla suocera e con la scusa di far rivedere il nonno paterno in fin di vita, ha sottratto la bambina conducendola in Tunisia. Da quel momento alla mamma è stato consentito di parlare solo telefonicamente con la figlia. Il silenzio della donna si è protratto per cinque anni; poi complice il fatto di non aver ricevuto più notizie e non essere riuscita a parlare con la figlia, si è convinta a denunciare l'accaduto. L'attività della polizia, ha permesso di appurare e constatare la veridicità di ogni affermazione della donna. Il quarantenne tunisino marito della donna, è stato quindi denunciato per atti persecutori, molestie, maltrattamenti familiari, violazione degli obblighi di mantenimento, riduzione in schiavitù e sottrazione di minore.