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La memoria delle stragi di Monte Maggiore e Perrubbio rivive nelle celebrazioni

Eleonora Sarri
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Settant'anni dalle stragi nazifasciste. Settant'anni dalla Liberazione. Una delegazione istituzionale composta dal consigliere Gionata Gatticchi, dal vicepresidente dell'Istituto di storia politica e sociale "Venanzio Gabriotti" e una nutrita rappresentanza di Anpi, guidata dal presidente provinciale Francesco Innamorati, nella mattina di sabato 10 maggio hanno commemorato insieme alle famiglie delle vittime i morti dell'eccidio di Monte Maggiore e Perrubbio al cimitero di Castel Guelfo. GUARDA le foto Giulio Guerrini, 19 anni, Candido Bellucci, 20 anni, Adolfo Bartolini, 20 anni, Dario Guerrini, 20 anni furono uccisi durante il rastrellamento che seguì l'assalto alla caserma di Montone e la morte di Aldo Bologni. “Grazie alla lotta partigiana e ai suoi martiri abbiamo avuto settanta anni di pace: anche di questo dovremmo essere grati e additare il loro sacrificio come un esempio di virtù civile” ha detto Francesco Innamorati vicino alla lapide che li ricorda. Alvaro Tacchini, storico e vicepresidente dell'istituto Gabriotti, ha raccontato in sintesi la sfortunata vicenda dei quattro giovani. Da Castelgulefo, la delegazione ha raggiunto Perrubbio dove un monumento innalzato dalla famiglie si alza nel punto in cui Dario Guerrini cadde, ai piedi di un albero, che crescendo ha disegnato con i suoi rami una croce. Mercoledì 14 maggio nuovo appuntamento con i settanta anni della Liberazione a San Secondo, dove dalle 10 nelle sale della Pro loco si ricorderanno le vittime del bombardamento e Assuntina Sonagli, unica superstite della tragedia, scomparsa di recente.