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25 Aprile: la festa tifernate è arrivata fino al Quirinale

Andrea Niccolini
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"È stato un grande onore incontrare a nome di Città di Castello il presidente della Repubblica nella rosa dei quindici comuni, selezionati come esempio della lotta degli italiani contro la barbarie fascista e nazista in nome degli ideali democratici e della libertà": così il sindaco tifernate Luciano Bacchetta commenta la trasferta romana al Quirinale, dove, nella Sala dei corazzieri, ha presenziato alla cerimonia tradizionale della Festa della Liberazione con le associazioni combattentistiche e d'arma. Prima dell'inizio, i quindici sindaci, quest'anno ospiti, hanno avuto un incontro riservato con il presidente della Repubblica nel corso del quale hanno presentato il proprio comune e esposto sinteticamente in che modo i rispettivi territori avessero vissuto i drammatici momenti della Resistenza e la stagione del riscatto contro gli eserciti invasori. "Per Città di Castello essere ricevuti da Giorgio Napolitano è stato particolarmente significativo dal momento che nel 2014 commemoreremo i settanta anni della Liberazione" ricorda il sindaco "Sono stato molto contento del fatto che mente eravamo a Roma, tanti tifernati hanno ricordato il 25 aprile nelle forme con cui siamo soliti onorare i martiri della Resistenza, condividendo la memoria e la riconoscenza che nutriamo verso chi ha messo in gioco la propria vita perchè l'Italia potesse avere un futuro". Puntuale e partecipato, - alla presenza di Dante Rubechi, medaglia d'oro per la deportazione che subì durante la Seconda Guerra Mondiale - il corteo del 25 aprile a Città di Castello ha mosso da Piazza Gabriotti, preceduto dalla filarmonica Puccini ed ha raggiunto la stele di Viale Vittorio Veneto, dove il vicesindaco Michele Bettarelli ha introdotto temi e iniziative del Settantesimo, sottolineandone "il carattere corale e l'intenzione di ricordare attualizzando ideali che sono ancora vivi e vitali". Al 25 aprile tifernate erano presenti l'assessore della Regione Umbria Fernanda Cecchini e il presidente dell'Istituto Gabriotti Sergio Polenzani.