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Servizi sociali: nel 2013 ampliato l'aiuto economico alle famiglie in difficoltà

Il bilancio dell'assessore Ciubini: tutti i progetti che nel corso dell'anno hanno riguardato anziani, minori e disabili

Andrea Niccolini
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“La crisi ha spinto l'amministrazione comunale ad ampliare e diversificare gli strumenti di aiuto economico alle famiglie in difficoltà economica” dice l'assessore a Politiche sociali, Patrimonio, Protezione civile del comune di Città di Castello Andreina Ciubini, stilando un bilancio dell'attività del 2013 “in particolare per far fronte al disagio abitativo connesso con l'impossibilità di fare fronte alle spese di affitto o delle utenze. Centomila euro destinati per circa il 44 per cento della somma già assegnata a nuclei di nazionalità italiane, aggrediti da forme emergenti di indigenza. A questo aiuto si affianca la strutture di protezione tradizionale, che quest'anno ha investito circa 180mila euro per 476 utenti e 130mila euro di integrazione regionale, suddivisi in 248 famiglie. Siamo impegnati economicamente poi nell'Emporio della solidarietà, un market in via XI Settembre particolare perché collegato alla legge per lo spreco utile e rifornito di generi alimentari di prima necessità e articoli per l'igiene da aziende di distribuzione, collette nella chiese, campagne specifiche. Gli utenti abilitati non devono avvalersi di altri programmi sociali e vengono dotati di una card a punti, caricata a secondo dell'Isee e di altri indicatori più soggettivi, che possono scalare nell'emporio. Dall'apertura, 469 famiglie hanno acquistato merce per un valore di 205 euro di prodotti a prezzo di mercato. Da non dimenticare inoltre il quotidiano lavoro della Caritas che tramite la mensa eroga 18mila pasti l'anno (cinquanta al giorno) e fornisce consulenza a quasi 4000 immigrati. Il Centro di prima accoglienza Santa Croce ha registrato 35 utenti di cui 6 a vario titolo in emergenza abitativa.  ANZIANI. Verso gli anziani, il 2013 è stato l'anno dell'autorizzazione delle strutture del territorio in base al carattere residenziale e semiresidenziale, gli standard e i requisiti di essenziali minimi. Inoltre il Comune ha provveduto direttamente a seguire 46 utenti e a garantire l'ospitalità di altri 47 nella Casa Albergo e nella Casa Verde. Per 45 anziani è stato attivato gratuitamente il Tele-soccorso e 20 sono assistiti per favorirne la permanenza in famiglia. Due turni invece per l'organizzazione delle vacanze estive a Cattolica a cui hanno partecipato 100 cittadini. MINORI. Sono 1524 i gli utenti in rapporto con gli Uffici di cittadinanza, 185 dei quali nuovi e oltre 350 hanno meno di 18 anni. Ampio il fronte di iniziative a favore dell'infanzia, che insieme alla terza età, è un nodo sensibile delle politiche di coesione sociale. Ad esempio i 99 assegni di maternità si innestano su una programmazione strutturata su tre centri ricreativi a Città di Castello, Trestina e Riosecco per l'accoglienza e il supporto compiti nel pomeriggio, in un piano di trasporto scolastico che serve oltre 50 minori sia verso la scuola sia verso il servizio di riabilitazione. DISABILITA'. E' al centro di interventi molto variegati di cui il Centro Flauto magico rappresenta un aspetto qualificante con i 31 utenti del 2013 che oltre alle attività hanno usufruito anche di mensa e trasporto. Percorsi regionali e attivati localmente completano la risposta in termini generali garantendo sostegno ai cinque disabili gravi adulti nella gestione quotidiana, programmi di sviluppo dell'autonomia con l'associazione Persone Down di Città di Castello, l'inserimento di alcuni soggetti nelle scuole, sperimentata con successo da tre ragazzi a partire da quest'anno e una esperienza di velaterapia presso le strutture del Lago Trasimeno. Il Servizio di accompagnamento al lavoro anche nel 2012 è stato interessato da 37 nuove segnalazioni, di cui 12 in lista d'attesa e 60 in inserimento grazie alle 100 aziende che collaborano con questa iniziativa, finalizzata all'inclusione sociale attraverso una prestazione e un impegno di carattere professionale. A conclusione molte strutture associative garantiscono un proseguo del progetto a chi non è in grado di assumere un ruolo lavorativo attivo.