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Il vescovo Cancian: "Fatto gravissimo che ci interroga su come fare prevenzione"

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Il presule è molto colpito da quanto avvenuto nella cittadina della diocesi tifernate

Alessandra Borghi
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"E' un fatto gravissimo che ci interroga su come possiamo essere attenti e cercare possibilmente di prevenire cose del genere che ci lasciano sbalorditi". E' il primo commento del vescovo della diocesi di Città di Castello, monsignor Domenico Cancian, intervistato da Umbria Radio nel pomeriggio di oggi sull'omicidio-suicidio di due giovani (28 anni lui, 26 anni lei) avvenuto la notte scorsa a San Giustino, uno dei comuni della diocesi tifernate.  "La violenza di questo tipo – ha proseguito monsignor Cancian – fa molto pensare sia dal punto di vista civile e tanto più dal punto di vista religioso, perché sicuramente è un'ennesima conferma che il problema educativo-formativo è fondamentale, a partire da come noi ci poniamo di fronte ai giovani, ai ragazzi e quali messaggi mandiamo. E' quello che i vescovi italiani stanno dicendo da qualche anno: il problema principale, davvero cruciale, è educativo-formativo e in questo caso riguarda i sentimenti e le relazioni affettive". Il vescovo si è riservato di compiere un'analisi più approfondita della tragica vicenda dopo aver acquisito maggiori elementi.