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Opera di Burri venduta per 2,3 milioni di euro

Federico Sciurpa
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Oltre due milioni di euro per lo splendido Rosso Plastica del 1963 firmato Alberto Burri. L'opera, di piccole dimensioni, 59 x 52 centimetri, è stata battuta all'ultima asta di Sotheby's che si è svolta a Londra giovedì scorso, per 2.315.000 euro. Rosso Plastica, proveniente dalla collezione romana di Vittorio Rubio, partiva da una base d'asta di poco più di un milione e mezzo di euro. All'asta 39 opere tra classici ed emergenti anche in questo caso ben amalgamati e opere di grande impatto artistico per tanti autori come Burri, Dubuffet, Manzoni e Banksy con una originale e monumentale olio su tela. La bellissima "Melancolie" di Jean Dubuffet ha raddoppiato la sua stima massima facendo battere il martello a 2.655.000 di sterline, subito dopo è la volta di una bellissima Plastica Rossa di Alberto Burri già copertina del primo catalogo di Alberto Burri proprio del 1963 redatto da Cesare Brandi e Vittorio Rubio. L'opera di soli 59x52, ha fissato il suo prezzo a 2.055.000 sterline, pari a 2.315.00 euro ben sopra la stima massima, poco più di 1.3 milioni di euro. Questo lasciava intravedere una serata estremamente positiva per l'artista umbro visto che in asta sarebbero state presentate altre due opere tra cui un meraviglioso e raro "Sacco". Ma non è stata la star della sera, infatti la battuta d'asta più inspiegabile è apparsa con il lotto 19, uno stupendo "Sacco E" del 1958 di Alberto Burri presentato con una stima di 1,6/2,2 milioni di sterline. Un livello di stima estremamente timoroso rispetto alle quotazioni che hanno raggiunto in passato opere della stessa tipologia e dimensione (100x85cm). Non sappiamo se le condizioni dell'opera fossero tali da "stimare" cautelativamente il quadro ma di certo questa è apparsa da subito molto bassa. Un'altra possibilità era quella di tenere basso l'ingresso emotivo per i collezionisti presenti così da innescare i rilanci. Né l'una, né l'altra: Il "Sacco" di Alberto Burri è andato invenduto non superando la soglia di 1,4 milioni di sterline. “Non è pensabile che un sacco del genere degli anni cinquanta che solo due /tre anni fa avrebbe visto il suo prezzo veleggiare agevolmente verso i 5 milioni di euro, ora, a Londra, patria delle vendite record di Burri, lo vediamo elencato tra gli invenduti” questo il commento degli esperti presenti a Londra, facendo trapelare che ci sia un gioco speculativo al ribasso sull'artista tifernate, smentito però dalla vendita del rosso plastica ad un prezzo quasi doppio al prezzo di prima battuta. Paolo Puletti