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Ferentillo Valnerina nel futuro

Lorenzo Fiorucci
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Droni, esordienti misti ed ex protagonisti della scena calcistica ternana. Nel cuore verde d'Italia c'è una commistione di tradizione, innovazione e progresso che risponde al nome di Ferentillo Valnerina. I ragazzi della società di calcio fondata da Antonio Cardona si dividono tra i due campi Comunali di Arrone e Ferentillo, con quest'ultimo pronto a essere ristrutturato grazie al progetto messo in piedi con il Credito Sportivo Italiano. Gli esordienti si allenano proprio qui, sotto l'occhio attento e scrupoloso di Salif Dianda e Maximiliano Cejas, due protagonisti in maglia rossoverde ingaggiati da Cardona sia come giocatori della prima squadra di Seconda Categoria che come collaboratori e allenatori dei vari settori giovanili. Proprio Dianda, con il classico sorriso stampato sulle labbra, descrive la sua nuova esperienza al Ferentillo: “Mi sono subito trovato bene in questa nuova veste di giocatore e collaboratore a tempo pieno. Nella categoria esordienti abbiamo 21 ragazzi tutti provenienti dai paesi limitrofi. Sono solari e sempre disposti a seguire i nostri consigli. Adesso spetta a noi farli innamorare del gioco attraverso il rispetto delle regole e degli avversari”. LA VIOLA DI FERENTILLO Mentre Cejas richiama davanti alla panchina i ragazzi per il consueto stretching di fine corsa, a balzare agli occhi è la folta chioma, raccolta in una lunga coda, di una giocatrice in felpa biancoverde. E' Viola, attaccante originaria di Fonte Chiaruccia, piccola frazione del Comune di Montefranco, cresciuta sin da piccola con gli scarpini da calcio ai piedi. Per lei, sia Cejas che Dianda spendono parole al miele: “E' fortissima e sa giocare molto bene a calcio. In campo, Viola ricopre il ruolo di attaccante mentre fuori si è integrata benissimo con il gruppo dei ragazzi. Praticamente è una di loro”. Questo, purtroppo, sarà l'ultimo anno per Viola con i maschi perché, da regolamento, una volta scavallata la categoria degli esordienti, le ragazze non possono più giocare insieme ai ragazzi. Cosa significa, però, avere una ragazza in rosa? “Lei” racconta Dianda “ha uno spogliatoio adibito sia negli allenamenti che durante le partite. Nelle partite in trasferta, anche gli avversari preparano uno spazio dedicato a lei. Ci mancherà, e le auguro di continuare a giocare sia per le abilità dimostrate che per la passione che ha”. DRONI E CALCIO Nel secondo pomeriggio ci si sposta al Comunale di Arrone, dove Cejas chiama a raccolta gli juniores sui gradoni dello stadio per svolgere le ripetizioni portate alla ribalta da Zdenek Zeman: “Con loro devo svolgere il lavoro dalla base. Movimenti in entrata e uscita, possesso senza palla e tattica 11 contro 0. Tutto questo per condividere quanto imparato in carriera e formarli per il grande salto nelle prime squadre di categoria. Tra una tattica e l'altra, anche la preparazione atletica non fa mai male”. E' invece Romeo Papini, co-responsabile del settore giovanile con Paolo Fiorelli, a spiegare il tentativo della società umbra di applicare la tecnologia dei droni al calcio: “Abbiamo usato un paio di volte i droni durante gli allenamenti, per vedere da altra angolazione i movimenti dei giocatori nel tentativo di assottigliare sempre più gli errori che magari si svolgono durante le partite. Un esperimento riuscito che cercheremo di riproporre anche nella prossima stagione”. Michele Fratto