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Sir contro il fortino di Trento

Colaci, Lanza e gli altri

Tommaso Ricci
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Un 2019 subito al lavoro al PalaBarton quello della Sir Safety Conad Perugia. Nuovo anno cominciato già al primo giorno per i Block Devils che ieri, dopo aver brindato, si sono ritrovati nel pomeriggio per svolgere un allenamento in sala pesi, mentre oggi doppia seduta di lavoro tecnico. Un avvio di 2019 subito a mille per Perugia attesa nelle prime due gare ufficiali da due importantissimi scontri diretti ad alta quota. Si comincia sabato 5 gennaio in trasferta a Trento, si continua sabato 12 gennaio in casa contro Civitanova. Perciò, per un concetto assai caro a Lorenzo Bernardi, attenzione subito incentrata sull'Itas di coach Lorenzetti, formazione che definire in forma smagliante è quasi riduttivo. Secondo posto in classifica ad una lunghezza da Perugia, il titolo di campione del mondo per club, diciotto vittorie consecutive tra campionato, Cev Cup e mondiale per club, imbattibilità che dura dal 7 novembre 2018, BLM Group Arena imbattuto in questa stagione con un solo set concesso agli avversari tra le mura amiche (conquistato da Modena). Dati che indicano Trento come la formazione più in forma della Superlega e che spiegano bene l'alto livello di difficoltà della trasferta dei Block Devils. “Arrivano le partite che contano, quelle importanti”, le parole di Filippo Lanza. “Cominciamo il 2019 a Trento in casa loro dove sono stati finora infallibili e dove giocano molto bene. Ci sarà da mettere tanto bel gioco e tanta energia. Per me è la prima volta da avversario a Trento. Sarà emozionante, ma ora vesto la maglia di Perugia e voglio onorarla al meglio!”. “Dovessimo vincere non sarebbe affatto male”, dice invece Massimo Colaci. “Quella di Trento è una partita facile da preparare, ovviamente difficile da affrontare. Loro non perdono da tanto, sono in piena fiducia e giocano bene. Ci sarà il palazzetto pieno come è giusto che sia e ci sarà da sudare e da divertirsi. È una gara importante, non decisiva perché ci saranno ancora tanti scontri diretti da giocare, ma sicuramente di quelle belle da vivere”.