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Doppia aggressione in carcere

Catia Turrioni
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Carceri umbre sempre più ad alta tensione. Con due episodi di violenza che si sono verificati nelle ultime ore a Perugia e Terni ai danni del personale. A Capanne i problemi sono iniziati martedì mattina, quando un nigeriano portato in carcere dalla polizia di Stato ha manifestato nervosismo sin dalle prime operazioni per l'immatricolazione, iniziando a sbattersi e a sputare. Una volta condotto in infermeria per la visita del primo ingresso, l'agitazione è cresciuta: si sarebbe alzato con fare minaccioso nei confronti della dottoressa e a quel punto sono intervenuti tre agenti della penitenziaria che hanno impedito ogni contatto con la donna. A denunciare l'episodio è stato il segretario regionale del sindacato Osapp Fabio D'Imperio. “E' sempre e solo la polizia penitenziaria a pagare, anche a prezzo della propria incolumità personale - denuncia D'Imperio - L'aggressione con calci, morsi e pugni è avvenuta senza apparente motivo e il tempestivo intervento degli agenti ha evitato il peggio”. E' Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l'Umbria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), a riferire quanto avvenuto nel carcere di Terni nelle ultime ore: “Un detenuto italiano di 56 anni, già autore di numerosissimi eventi critici nelle moltissime carceri del Paese in cui è stato ristretto, ha colpito un'infermiera con una bomboletta di gas con il chiaro intento di ferirla. E' l'ultimo episodio - conclude - di un crescendo di intolleranza verso la polizia penitenziaria dell'Umbria”.