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Ripescaggio, ecco perché la Ternana è prima

Il tecnico De Canio

Tommaso Ricci
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L'Entella spera nella riammissione, la Ternana invece confida nel ripescaggio. Insomma, biancocelesti (sconfitti nei play out dall'Ascoli) e rossoverdi (ultimi) sperano di ritrovare la serie B perduta sul campo a metà maggio attraverso percorsi differenti (ardui, ma non inverosimili). In difficoltà Foggia (nel processo di venerdì 22 giugno la Procura Federale potrebbe chiedere la retrocessione in relazione a presunte irregolarità amministrative a carico dei vertici societari rossoneri) e Bari e Cesena (alle prese con gravi crisi economiche). Ovviamente la dirigenza rossoverde intende approfittare della eventuale (improbabile, ma non impossibile) estromissione dal torneo cadetto del sodalizio pugliese o di quello romagnolo. Del resto il primo posto nella graduatoria dei ripescaggi davanti a Entella, Pro Vercelli e Cosenza e Siena (impegnate sabato a Pescara nella finale dei play off di C, per motivi diversi Catania e Novara sono out) alimenta legittime speranze a Via della Bardesca. E la cifra (700mila euro) da versare a fondo perduto alla Figc sarebbe già pronta. BARI Giancaspro rassicura i tifosi del Bari: “I nostri tecnici sono al lavoro per quantificare la somma necessaria a rispettare i parametri di legge e gli obblighi contabili previsti per l'iscrizione al prossimo campionato di B”. Dunque il presidente biancorosso si dichiara pronto a ripianare le perdite di bilancio e a ricostituire il capitale sociale versando nelle casse sociali circa 5,3 milioni di euro. Il tutto durante l'assemblea dei soci di sabato. Se non dovesse riuscirvi sarebbe necessario l'intervento di Paparesta, socio di minoranza (0,63%) presumibilmente supportato da un finanziatore “importante”. Altra scadenza fondamentale, vedi saldo degli emolumenti per i tesserati e versamento dei contribuiti relativi al secondo bimestre del 2018, è quella di martedì 26 giugno. Intanto dopo il sequestro documentale di venerdì scorso nella sede del club la Guardia di Finanza potrebbe aprire un'inchiesta. CESENA Accolta dal Tribunale fallimentare di Forlì la richiesta di sospensiva delle azioni esecutive in relazione al piano di ristrutturazione del debito (si aggirerebbe intorno ai 52 milioni di euro) varato dalla dirigenza del Cesena. Accordo raggiunto con oltre la metà dei rappresentanti della massa creditoria. Adesso però serve anche (e soprattutto) il placet della Agenzia delle Entrate di Forlì e Bologna. Nel frattempo tutto fermo rispetto all'iscrizione al nuovo torneo cadetto (da perfezionare entro sabato 30 giugno). E il presidente Lugaresi esclama: “Speriamo nell'accordo di transazione fiscale con gli unici creditori ancora in attesa di sottoscrivere l'intesa di ristrutturazione già accettata da banche, fornitori e altri creditori. In caso di fumata nera prenderebbero solo spiccioli”.